
Le Perle di Saggezza
.jpg)
Letture tratte dal “Divino
Romanzo” di Paramahansa Yogananda
A
costo di quanto possiedi acquista la comprensione |
“La comprensione
è il bene più profondo dell’anima.
E’ la vostra vista interiore che vi consente di
percepire la verità su voi stessi, sugli altri
e sulle situazioni della vita e di modificare anche
i vostri atteggiamenti interiori e le azioni. Spesso
la vostra comprensione è miope. Non riuscite
a vedere i risultati potenziali delle nostre azioni
e finite per fare la cosa sbagliata. Dovreste avere
un intuito più acuto e perfetto. Essere più
attenti. E liberarvi da tutte le forme di irrequietezza
e di pregiudizio mentale.
La comprensione è la luce che illumina la strada
e vi porta al successo. La comprensione è un
insieme equilibrato di pacata intelligenza e purezza
di cuore.
Pochissimi sanno in che cosa consiste il loro bene.
Poiché non comprendono fanno proprio quello che
li danneggerà. Molti credono di aver acquisito
la comprensione ma non superano la prova dei fatti.
Mettetevi in ogni genere di situazioni avverse, in condizioni
di essere criticati, odiati e osservate le vostre reazioni.
Se non vi turbate interiormente, se riuscite ad allontanare
ogni sentimento di dolore e ingiustizia, se riuscite
a conservare solo l’amore nel vostro cuore allora
avete raggiunto la vera comprensione.
Se volete essere compresi dovete essere comprensivi.
Ed amare tutti con l’amore che riservate alle
persone care. Ogni giorno analizzate voi stessi e verificate
se state progredendo. Non appena imparerete ad analizzarvi
con obiettività riuscirete a capire voi e gli
altri”.
|
La
critica |
“Non agite
e non parlate per il piacere di vincere, per disonorare
gli altri o per accrescere la vostra vanità,
ma solo per sostenere la verità. Rendete vane
le critiche per sostenere umilmente i principi della
verità. Coloro che vi odiano e vi insultano non
conoscono la verità. Perdonateli perché
nella loro ignoranza non sanno quello che fanno. Date
il vostro amore in cambio del veleno. Cercate di trasformarli
con il vostro amore incondizionato. La critica spietata
è un nemico crudele che gioisce della rovina
degli altri. L’amore è un amico premuroso
che gioisce della felicità e del benessere altrui.
Il comportamento divino consiste nel giudicare se stessi,
non gli altri. Fino a quando non metterete in ordine
la vostra casa, non avrete il diritto di dire agli altri
che la loro casa è in disordine. Sconfiggete
il vizio con il buon esempio, l’errore con la
verità, l’odio con l’amore, l’ignoranza
con la saggezza, la paura con il coraggio, la ristrettezza
mentale con la comprensione, l’intolleranza con
l’assenza di pregiudizi. Siate voi i primi a manifestare
queste virtù”.
|
Come
potete liberarvi dalle cattive abitudini |
“Le abitudini
si formano gradualmente, compiendo ripetutamente la
stessa azione. Manifestiamo l’influenza interiore
delle abitudini formate in vite precedenti. La parola
karma significa azione ma anche effetto dell’azione.
Il karma buono porta risultati buoni e induce a ripetere
azioni buone. Il karma cattivo produce cattivi risultati
e costituisce il terreno favorevole allo sviluppo di
altre azioni cattive. Guardatevi dalle cattive abitudini
delle vite passate. Quando dite no alla tentazione,
dovete intendere no. Non cedete. I deboli dicono sempre
si. Le grandi menti sono piene di no. Inizialmente la
tentazione offre qualche piacere ma poi conduce all’irrequietezza,
alla continua ricerca di qualcosa di nuovo. Resistere
alla tentazione non significa negare i piaceri della
vita, ma vuol dire avere il massimo controllo su ciò
che volete fare.
Le cattive abitudini sono simili a una piovra con mille
tentacoli per stringervi nella loro presa e quando vi
afferreranno si ciberanno di voi e vi distruggeranno.
Invece se le buone abitudini faranno presa su di voi
vi nutriranno. State lontani dalla cose che risvegliano
le cattive abitudini e scegliete sempre buone alternative
che vi aiuteranno a conseguire la pace della mente ed
un corpo sano e robusto. Liberatevi da qualsiasi abitudine
che vi renda schiavi. Avete tutta la forza di volontà
necessaria per distruggere qualsiasi abitudine. Il potere
della volontà divina è sempre con voi.
Le persone decise possono imparare a creare quando vogliono
le buone abitudini attraverso la concentrazione. Con
la meditazione la vostra mente si abituerà al
silenzio. Quando acquisirete questa abitudine non sarete
più ansiosi di ottenere le cose del mondo ma
sarete ansiosi di conoscere Dio. Quali che siano le
vostre responsabilità e il vostro lavoro, dovete
mantenere l’impegno più importante, quello
con Dio nella meditazione.
Una tecnica. Per creare una buona abitudine meditate,
poi concentrandovi nel centro cristico, il centro della
volontà situato tra le sopracciglia, pensate
all’abitudine nuova che volete acquisire. Quando
volete distruggere le cattive abitudini, concentratevi
nel centro cristico ed affermate profondamente che tutti
i solchi delle cattive abitudini si stanno cancellando”.
|
Che
cosa è il destino? |
“Destino è
si qualcosa di predestinato, ma predestinato da voi
stessi tramite le legge di causalità o karma.
Giorno dopo giorno voi create le cause che determinano
il vostro destino. Ci sono tre modi per cambiare il
vostro destino.
Potete ridurre al minimo gli effetti delle azioni sbagliate
ma ciò non elimina le cause.
Potete resistere agli effetti del karma con il potere
della mente compiendo azioni giuste.
Ma l’unico sistema di eliminare definitivamente
gli effetti karmici è quello di rimuoverne la
causa. E la risorsa migliore è la meditazione.
Meditate finché non sentite una grande gioia.
Quando la gioia palpiterà nel vostro cuore ,
vuol dire che Dio ha risposto al vostro richiamo. Io
non mi preoccupo mai del futuro o del passato. Vivo
semplicemente ogni giorno per Dio”.
|
La
fine del mondo |
“La dissoluzione
parziale del mondo è provocata dalle azioni cattive
compiute dagli esseri umani. Dio ha dato all’uomo
sia il potere di distruggere sia il potere di creare.
Tutte le cose accadute nel corso dei millenni sono registrate
nell’etere. Le vibrazioni del male che l’umanità
trasmette nell’etere sconvolgono il normale e
armonico equilibrio della terra. Quando la terra è
particolarmente oppressa dalle malattie e dal male,
tali perturbazioni eteriche la costringono ad arrendersi
ai terremoti, alle inondazioni ed ad altre calamità
naturali.
Ma una cosa è incoraggiante: il buon karma dell’umanità
è superiore al cattivo karma. Se così
non fosse le vibrazioni negative farebbero esplodere
la terra. Contrariamente alle apparenze la terra sta
attraversando un ciclo ascendente ed il bene trionferà.
Secondo il mio Guru, Swami Sri Yukteswar nel suo libro
“La scienza sacra”, ogni ciclo della terra
si divide in 4 yuga (ere) e dura 24.000 anni di cui
12.000 in fase ascendente verso l’illuminazione
crescente e 12.000 in fase discendente verso l’ignoranza
ed il materialismo crescenti. La terra dall’alba
della sua creazione ha già attraversato molti
cicli.
Le 4 ere di ogni Daiva Yuga sono: il Kali Yuga, l’era
oscura o materialistica; il Dvapara Yuga, l’era
elettrica o atomica; il Tetra Yuga, l’era mentale;
e il Satya Yuga, l’era della verità o dell’illuminazione.
La terra ha già superato il Kali Yuga, l’era
materialistica della durata di 1.200 anni e siamo entrati
da circa 240 anni nel Dvapara yuga, la seconda era che
dura 2.400 anni. In questa era l’uomo farà
grandi progressi nel campo della scienza elettrica o
elettromagnetica. Ma purtroppo ancora in questa era
l’uomo userà la scienza non solo per creare
e far del bene ma anche per distruggere. Nelle guerre
il cattivo uso della tecnologia. Solo con la forza spirituale,
come diceva Cristo, si metterà fine alle guerre".
|
.jpg)
Letture tratte da “L’eterna
ricerca dell’uomo” di Yogananda
|
Preghiere
che ricevono risposta |
“La preghiera
è una richiesta dell’anima. Può
essere che le vostre preghiere non abbiano ricevuto
risposta perché avete scelto di essere un mendicante.
Da mendicante dovete diventare figlio di Dio. Se fate
appello a Lui la vostra preghiera avrà forza
e saggezza.
Nella volontà giace il germe del successo. Dovete
credere nella possibilità di ottenere ciò
per cui pregate. Il Signore risponderà sicuramente
alla preghiera dietro la quale la forza di volontà
rimane costante. Dovete tessere di continuo disegni
di ciò che volete per ottenere successo o per
resistere alle difficoltà che incontrate. Ricordate
che dietro la vostra volontà c’è
la grande Volontà Divina.
La prima regola è di avvicinarsi a Dio solo con
desideri giusti. La seconda è quella di pregare
affinché questi vengano esauditi. Fra le sopracciglia
si trova la porta del cielo. Questo centro (ajna) situato
nel cervello è la sede della volontà.
Quando vi concentrate profondamente in questo punto
e tranquillamente volete, qualsiasi cosa vogliate si
avvererà”.
|
La
più grande avventura dell'uomo |
"L'avventura
comincia con la lotta che l’anima deve sostenere
per entrare nell’utero materno al momento del
concepimento. Nel mondo astrale vi sono milioni di anime
che lottano per ritornare sulla terra, per entrare nelle
cellule unite dello spermatozoo e dell’ovulo nel
momento del concepimento.
Il guscio umano dell’anima ha inizio con una forma
simile a quella di un girino, munita di una piccola
coda. Questa forma si sviluppa in una forma animale
raggomitolata nel grembo materno. Arrivano occasionali
memorie della vita passata e l’embrione si muove.
La lotta si fa più forte man mano che l’embrione
comincia forma umana nel corpo della madre. L’anima
grida: lasciatemi uscire! E quando la volontà
diviene forte il bambino nasce. Il piccolo giunge in
questo mondo piangendo perché, dicono i santi,
l’anima rammenta le proprie incarnazioni precedenti
e non gradisce l’idea di ritornare sulla terra
per riprendere qui la lotta della vita. Mentre il tempo
passa il neonato lotta per conquistare il controllo
sul proprio corpo. Quando il neonato è diventato
bambino è circondato dall’influenza della
madre e del padre che lo guidano e da altre figure.
Ciascuno vuole farlo diventare qualcos’altro.
Il bambino deve sostenere molte battaglie contro queste
pressioni contrastanti. Nell’adolescenza i sensi
divengono più attivi ed il giovane combatte una
dura battaglia con se stesso. Il modo migliore di essere
vincitori in questa avventura della vita è quello
di essere amici di voi stessi. Il saggio è armato
contro ogni tipo di guerra. E la saggezza viene dalla
fede in Dio. I veri yoghi sanno controllare la propria
mente in circostanza".
|
Reincarnazione:
il viaggio dell'anima verso la perfezione |
“La reincarnazione
è il progresso che l'anima compie attraverso
molte vite sul piano terrestre. Noi siamo fatti ad immagine
di Dio, ma immedesimandoci nel corpo fisico ne abbiamo
assunto le imperfezioni e limiti. L’uomo che non
è unito a Dio è governato dai desideri
e, a causa di questo attaccamento, egli rimane schiavo.
Torniamo più e più volte sulla terra finché
non avremo esaudito tutti i desideri oppure finché
non avremo bandito quei desideri con l’accrescimento
della nostra saggezza. Poche persone però si
liberano dalla ruota di nascita e morte cercando di
soddisfare i loro desideri. E’ nella natura del
desiderio che, ogni volta che è soddisfatto,
il bisogno insaziabile di ripetere l’esperienza
non fa che rafforzare la sua presa, se la mente non
è molto forte. E’ meglio soddisfare i piccoli
desideri, perché in questo modo possiamo liberarcene.
Ma è necessario farlo con saggezza e discriminazione,
altrimenti anche i piccoli desideri possono ritornare
più forti. Dopo aver ripetuto l’esperienza
più volte il risultato è che si è
formata l’abitudine, ora difficile da debellare.
Se non abbiamo la possibilità d’imparare
le nostre lezioni in questa vita, avremo l’opportunità
d’impararle in altre esistenze. L’ultima
parte della vita è più importante della
prima, perché ciò che sarete alla fine
di questa vita lo sarete all’inizio della prossima.
Di solito la prima parte della vita viene sprecata stupidamente,
in una specie di confuso torpore. Poi viene l’amore,
e infine la malattia e la vecchiaia. Incomincia la lotta
con il corpo. Le Scritture indù dicono che occorre
un milioni di anni di vite armoniche, prive di malattie,
perché l’anima possa liberarsi. Perciò
da una vita all’altra possiamo aspettarci di riscontrare
nell’uomo cambiamenti relativamente minimi. Ma
l’evoluzione spirituale può essere notevolmente
affrettata mediante il deciso sforzo di vivere nella
maniera giusta e con l’aiuto di un vero Guru
I saggi dell’India hanno analizzato l’umanità
suddividendola in 4 tipi-base che corrispondono a 4
tipi fondamentali di coscienza nell’uomo: Sudra
è lo stato di esistenza legato ai sensi; Vaisya
è lo stato di chi si dedica agli affari e alla
creatività; Kshatriya è lo stato del guerriero
quando l’uomo desidera dar battaglia ai propri
sensi e vincere l’attaccamento ad essi; Brahmin
è lo stato di saggezza, raggiunto dall’uomo
che ha superato ogni attaccamento ai sensi e che rimane
coscientemente immerso in Brahma o Dio. Esaminate la
vostra vita dall’infanzia ad oggi e cercate di
pensare a quale dei 4 tipi appartenete".
|
Cristo
e Krishna: due avatar della stessa Verità |
"Le divine incarnazioni
come Gesù Cristo e Jadava krishna sono esenti
dalle coercizioni karmiche della rinascita. Essi ritornano
sulla terra solamente per favorire la liberazione dell’umanità.
Gesù Cristo e Bhagavan Krishna hanno dato al
mondo due libri fra i più grandi di tutti i tempi.
Le parole di Sri Krishna nella Bhagavad Gita e quelle
del Signore Gesù nel Nuovo Testamento della Bibbia
sono sublimi manifestazioni di verità, gradi
esempi di Scrittura spirituale. Queste due bibbie impartiscono
in essenza lo stesso insegnamento. Il più profondo
cristianesimo predicato da Gesù è stato
oggi perso di vista. Il Cristo insegnò la devozione
e lo yoga come Krishna. Krishna è il Cristo degli
indù. Questi due grandi avatar manifestarono
pienamente la Coscienza Cristica universale.
L’induismo e il cristianesimo credono in un solo
Dio. Il concetto della Trinità è anch’esso
esattamente il medesimo nelle Scritture indù
e cristiane. La Trinità non è negazione
del’unico Dio. Ma l’Uno divenne Tre quando
Dio fece questa creazione. Nel primordiale suono om
o amen da cui tutto nasce risiede il mezzo per comunicare
con Dio". |

Le Storie dello Yoga Vashistha
.jpg)
Qui di seguito
alcune storie tratte dalle “Storie dello Yoga
Vasishtha” di Maharishi Valmiki.
Lo Yoga Vasishtha è uno dei più antichi
testi sanscriti sul Vedanta (una delle sei scuole
filosofiche indiane o Darshana), attribuito a Maharishi
Valmiki, l’autore del Ramayana (uno dei più
grandi poemi epici indiani). L’autore espone
al suo discepolo Bharadvaja l’insegnamento vedantino
che il grande saggio Vashistha trasmise al suo discepolo,
il principe Rama, l’eroe del Ramayana servendosi
di antiche e bellissime storie. Vi sono due Yoga Vasishtha:
il Brihad Yoga Vasishtha è l’opera originale
contenente 32.000 versetti e il Laghu Yoga Vasishtha
è l’opera condensata contenente 6.000
versetti che viene considerata la quintessenza dell’originale.
|
La
storia per un bambino |
Vashistha: “Intrepido
Rama, la mente di un saggio non è differente
da Brahman. La mente del non illuminato è la
causa della sua ignoranza e dei suoi errori. Il supremo
Brahman è pieno, perfetto e imperituro. Il Suo
potere di fluttuazione è presente nell’aria;
il Suo potere di compattezza è presente nella
pietra, è il calore nel fuoco, la fluidità
nell’acqua e la vacuità nell’akasha.
La Sua beatitudine è sentita nei cuori dei santi,
il Suo valore si vede negli yogi, il Suo potere creativo
nelle opere della Sua creazione e il Suo potere di distruzione
nel pralaya cosmico, alla fine di un grande kalpa. Come
l’albero è contenuto nel seme, così
ogni cosa è contenuta in Brahman.
Brahman è l’Uno, ma si manifesta come molteplicità
mediante il Suo potere illusorio. Schiavitù e
liberazione sono concezioni dell’ignorante. E’
sbagliato parlare di schiavitù dell’anima,
che è sempre libera. E’ futile cercare
l’emancipazione dell’anima, che è
sempre emancipata. Il mondo è così reale
per gli uomini mondani sprofondati nel fango dell’ignoranza
quanto l’incredibile storia della bisnonna narrata
da una madre al suo bambino. Una volta un bambino chiese
alla madre di raccontargli una bella storia, e la madre
gli narrò questa storia fantastica:
C’erano una volta tre principi, che vivevano in
una città chiamata Vuoto. Essi erano nobili,
virtuosi e coraggiosi. Di questi tre, due non nacquero
mai e il terzo non entrò mai nel grembo di sua
madre per essere concepito. Partirono per un viaggio
e poi si riposarono nel giardino dell’akasha.
Mangiarono diversi tipi di frutti poi continuarono il
viaggio verso l’alto. Dopo avere già fatto
molta strada, a mezzogiorno giunsero in un luogo in
cui confluivano i tre fiumi, che scorrevano con rapide
correnti ed onde impetuose. Di questi tre fiumi, due
non avevano acqua e nel terzo c’era solo sabbia
bianca. I tre principi fecero il bagno in quest’ultimo
fiume; si divertirono a lungo, bevvero l’acqua
che era dolce come il latte e ritemprarono i loro spiriti.
Ripresero il viaggio ed al tramonto giunsero in una
città che ancora non esisteva e vi costruirono
tre case. Una casa non aveva fondamenta, la seconda
non aveva mura e la terza non aveva né mura né
tetto. I tre principi riposarono comodamente nelle tre
belle case, costruite in una città invisibile
dell’akasha. Nelle case trovarono tre pentole:
le prime due si ruppero non appena le sollevarono e
la terza si ridusse in polvere al loro tocco. Nelle
tre pentole posero otto misure di riso,meno dodici misure
e cucinarono il tutto perfettamente senz’acqua
né fuoco; poi distribuirono il cibo a numerosi
bramini senza bocca, senza lingua e senza denti. I tre
principi si divisero con gioia il cibo rimasto. La sera
andarono a caccia e passarono il tempo piacevolmente.
Quando la madre terminò di raccontare la storia,
il bambino fu felice di quanto aveva udito: credette
che la storia fosse proprio vera.
Allo stesso modo le persone ignoranti che non possiedono
discriminazione né sete di ricerca dell'Atman
credono che questo mondo sia reale. La mente genera
questo mondo. Nulla in realtà esiste eccetto
le creazioni della tua immaginazione. L'immaginazione
foggia gli oggetti nelle loro particolari forme illusorie.
Il paradiso, il cielo, la terra, l’aria, i fiumi,
le montagne, gli alberi ... l'intero universo è
la proiezione dell'immaginazione. L'espansione della
mente costituisce il sankalpa, il quale genera questo
mondo mediante il suo potere di differenziazione. Il
sankalpa è il potere più attivo della
mente. Rama, annienta tutti i sankalpa e consegui lo
stato di nirvikalpa, nel quale non vi sono modificazioni
della mente (sankalpa)".
|
La
storia della Roccia |
Vasishtha a Rama:
“Ascolta ancora un’altra storia che illustra
come tutte le cose, sebbene appaino differenti, in realtà
non sono altro che la luce di Brahman.
C’è un’enorme roccia di granito che,
invisibile, forte, morbida, di dimensioni infinite ed
eterna. Da essa spuntano innumerevoli fiori di loto,
i cui petali a volte si toccano ed altre volte no, a
volte sono visibili ed altre volte non lo sono. Alcuni
sono rivolti in alto ed altri in basso; alcuni sono
attorcigliati, mentre altri ancora non hanno proprio
radici. In mezzo ai loti vi sono numerose conchiglie
e un gran numero di dischi.
Questa roccia è invero la Coscienza Cosmica che
contiene i mondi, che sono uno e nello stesso tempo
tanti. Dentro di essa appaiono tutte le diverse creature
dell’universo. Come si possono immaginare e concepire
forme differenti nella roccia, così s’immagina
ignorantemente che l’universo esista nella Coscienza.
Anche se uno scultore creasse differenti forme nella
roccia, rimarrebbe sempre roccia; lo stesso avviene
per la Coscienza Cosmica, che è un massa di Coscienza
omogenea. Come la solida roccia contiene potenzialmente
diverse figure da poter scolpire, così i diversi
nomi e forme delle creature dell’universo esistono
potenzialmente nella Coscienza Cosmica.
Come la roccia rimane roccia, che sia scolpita oppure
no, così la Coscienza rimane Coscienza, sia che
il mondo appaia oppure no. L’apparizione del mondo
è solo una manifestazione; la sua sostanza non
è altro che Coscienza.
In effetti anche queste manifestazioni e modificazioni
sono solo Brahman, la Coscienza Cosmica. Poiché
il seme non contiene nient’altro che il seme,
anche i fiori ed i frutti hanno la stessa natura del
seme; la sostanza del seme è anche la sostanza
degli effetti che da esso conseguono. Così la
massa omogenea della Coscienza Cosmica non fa nascere
nient’altro che quello che esiste già nell’essenza.
Quando si realizza questa verità, la dualità
cessa. La coscienza non diventa mai incoscienza. Invero
anche la modificazione è Coscienza.
La Coscienza Cosmica è una, senza diversità.
L’universo della diversità esiste solo
come idea. La roccia è una; l’idea dei
numerosi loti nasce solo in relazione a quell’unica
roccia. Allo stesso modo l’idea della diversità
nasce nella Coscienza senza per questo causare effettiva
diversità. Come l’acqua di un miraggio
esiste e nello stesso tempo non esiste, così
è la diversità in relazione alla Coscienza
Infinita. Hai mai visto dei loti crescere in una grande
roccia di granito?
Tutto questo è veramente Brahman! Come l’idea
dell’esistenza dei loti nella roccia non distrugge
la roccia, così Brahman non è toccato
dal’apparenza del mondo che esiste in sé
come la sua stessa natura. Invero non c’è
differenza essenziale tra Brahman ed il mondo; i tre
mondi non sono altro che la manifestazione della luce
di Brahman, che si manifesta come questo variegato universo
di forme che sono simili ai loti nella roccia. Quando
la realtà è vista così, soltanto
Brahman esiste".
|
La
storia di Arjuna |
Vasishtha: “Rama,
agisci nel mondo senza desiderare il frutto delle azioni.
Vivi come vivrà Arjuna, secondo la via che gli
mostrerà il Signore Krishna”.
Rama chiese: “Quando s’incarnerà
Arjuna? In cosa lo inizierà il Signore Krishna?”.
Vasishtha rispose: “L’intero universo appare
nell’oceano della Coscienza Cosmica. In conformità
della legge universale, Yama, il dio della morte, in
determinati periodi entra in meditazione per alcuni
anni, durante i quali la popolazione della terra aumenta
notevolmente. Allora gli dei fanno ricorso a vari mezzi
per limitarla. Tutto questo è accaduto innumerevoli
volte. Anche l’attuale Yama a suo tempo andrà
a meditare per alcuni anni e, quando la popolazione
della terrà aumenterà rapidamente, gli
dei chiederanno a Vishnu di venire in loro aiuto. Egli
s’incarnerà nella forma del Signore Krishna,
insieme al suo alter ego chiamato Arjuna. In seguito
i cugini di Arjuna faranno guerra a lui ed ai suoi fratelli.
Nella battaglia tra i cugini periranno diciotto divisioni
armate, e in tal modo Vishnu libererà la terra
dal peso umano eccedente. Krishna sarà l’auriga
di Arjuna, e quando questi vedrà le due armate
schierate di fronte sul campo di battaglia, pronte a
combattersi, sarà preso dallo scoraggiamento
e rifiuterà di combattere. A quel punto il Signore
Krishna lo inizierà alla saggezza suprema, producendo
il suo risveglio spirituale.
Egli dirà ad Arjuna: Tu non sei questo corpo.
Il Sé non nasce e né muore, è eterno
e non muore con il corpo. Chi pensa che Esso uccida
o possa venire ucciso è ignorante. Come e da
chi può essere distrutto l’Essere infinito,
che è uno-senza-secondo e più sottile
dello spazio? Arjuna, contempla il Sé che è
infinito, non manifesto, eterno, immacolato e della
natura della pura Coscienza. Tu sei non-nato ed eterno?
Alzati, e con la mente rivolta a Me compi il tuo dovere,
senza pensare al frutto delle tue azioni.
Quando il Signore avrà terminato d’istruire
Arjuna, quest’ultimo dirà: La mia illusione
è scomparsa e attraverso la Tua grazia la mia
mente s’è destata alla conoscenza della
Realtà assoluta. Detto ciò Arjuna si impegnerà
nella battaglia considerandola un gioco divino.
Rama, abbi anche tu quest’attitudine, rimani distaccato,
pieno di spirito di rinuncia e fa che qualunque tu cosa
tu compia o sperimenti sia un’offerta dell’onnipresente
Brahman. Allora conoscerai la verità e non vi
saranno più dubbi. Chi possiede lo spirito di
non dualità non è turbato neanche quando
è impegnato attivamente nel mondo. Ciò
che qui appare essere il mondo in realtà è
un’opera magica della Coscienza Infinita. Qui
non c’è unità, là non c’è
dualità. Anche i miei insegnamenti hanno la mia
stessa natura! Le parole ed il loro significato, il
discepolo, il desiderio e lo sforzo del discepolo, l’abilità
del guru nell’uso delle parole: tutte queste cose
sono manifestazioni dell’energia della Coscienza
Infinita. Nella pace del proprio essere interiore la
Coscienza vibra, e sorge la visione del mondo. Se la
Coscienza non vibra, non si ha alcuna visione del mondo.
Quando si risveglia l’intelligenza interiore,
finisce il desiderio del piacere. Questa è la
natura del saggio: in lui la cessazione del desiderio
del piacere è naturale e senza sforzo".
|
|
La
regina delle api |
C'era una volta una
coppia che desiderava un figlio ma non riusciva ad averne.
Un giorno il marito andò in un campo a tagliare
del bambù e all'improvviso udì una vocina
che lo implorava. Per fare non farmi del male. Dove
sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina.
L'uomo aprì la canna di bambù e trovò
un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio.
Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono
subito al bambino, anche se non era molto bello, e lo
chiamarono Bambù.
Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò
un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro.
Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno,
i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono
al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe.
Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto
si accorse di essere seguito. Gli si parò di
fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non
ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone
gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu!
Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti
ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito,
scappò via.
Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando
incontrò un'ape che gli chiese di salvare la
sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima,
con due ali argentate, che era rimasta impigliata in
una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora
la regina gli regalò tre semi di melone. Questi
semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà
che tu lo desideri!
Bambù andò al mercato e concluse i suoi
affari. Poi tornò verso casa ed attraversando
la foresta rincontrò il leone, ancora più
feroce ed affamato. Bambù desiderò di
ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di
colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito
nel frattempo dalla sua tasca.
Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi.
Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere
un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I
due semi sparirono e Bambù diventò un
bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina
delle api, che ingrandì fino a diventare una
vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e
vissero felici e contenti.
|
La
creazione degli animali |
C'era una volta Napi,
l'aiutante del Sole. Il Sole riscaldava la Terra mentre
Napi faceva tutti i lavori di manutenzione. Un giorno
Napi aveva terminato presto i suoi lavori e, dato che
non era abituato a tenere le mani ferme, prese un blocco
di argilla e cominciò a modellarlo. Una dopo
l'altra fece le figurine di tutti gli animali della
Terra. Era molto soddisfatto del suo lavoro: soffiò
sopra ogni figurina, dando a ciascun animale un nome
e un luogo da popolare sulla Terra.
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo
pasticciò un po', poi fece un'altra figurina
e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi.
Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono
gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a
vivere in montagna perché era troppo ripida,
le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua,
la tigre non si adattava vicino al mare e così
via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e
questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne
l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che
lo soddisfi.
|
La
scimmia e la tartaruga |
Compare Tartaruga
si annoiava da morire: i giorni passavano sempre uguali.
Il mare si estendeva all’infinito, le onde succedevano
alle onde. Nessuno veniva mai a rallegrare la sua vita
monotona, tranne qualche volta una balena o un gruppo
di delfini, che passavano in lontananza, al largo dell’isola.
Un giorno, scorse una scimmia che si rimpinzava di banane.
“Perché cercare un amico nel mare?”
pensò la tartaruga. “Compare Scimmia sembra
un compagno ideale, certamente più simpatico
di un granchio!”.
“Buongiorno Compare Scimmia! Vorresti essere mio
amico?”
“Buongiorno Compare Tartaruga! Certamente!”.
Da quel giorno trascorsero insieme tutto il loro tempo;
la tartaruga non si era mai divertita tanto.
Un giorno la scimmia la invitò ad assaggiare
le banane. Un altro, le disse:
“Vieni, ti insegnerò ad arrampicarti sugli
alberi!”.
La sera, Compare Scimmia raccontò alla moglie:
“Ah! Come mi sono divertito! Avresti dovuto vederlo
mentre si arrampicava su un albero! Compare Tartaruga
è il mio migliore amico!”.
Anche Compare Tartaruga disse alla moglie: “Che
amico meraviglioso! Come mi annoiavo prima di conoscerlo!”.
Ma Comare Tartaruga non condivideva la sua gioia e pensava:
“Mio marito sta sempre con il suo nuovo amico.
Devo sbarazzarmi di questa maledetta scimmia!”
Una sera, Compare Tartaruga trovò la moglie a
letto. “Sei malata?”.
“Sì, molto malata; il dottore ha detto
che sto per morire e che l’unico modo per salvarmi
è mangiare il cuore di una scimmia!”.
“Il cuore di una scimmia! Ma dove potrò
trovarlo? L’unica scimmia che conosco è
il mio amico!”.
“Allora, non mi resta che morire!” disse
Comare Tartaruga con voce fioca.
Compare Tartaruga era disperato. Rifletté a lungo
e infine decise che avrebbe sacrificato il suo amico.
Lentamente, si diresse verso la casa di Compare Scimmia.
“Buongiorno, Compare Tartaruga! Che piacere rivederti!
Qual buon vento ti porta?”.
“Mia moglie vorrebbe invitarti a cena questa sera,
verrai?”.
“Certo, volentieri!”. La scimmia seguì
allegramente il suo amico fino in riva al mare, ma non
poteva continuare non sapendo nuotare.
“Sali sul mio guscio! – gli disse la tartaruga
– Ti porterò io!”.
La scimmia si aggrappò al guscio lasciandosi
trasportare tra le onde. Avrebbe voluto chiacchierare
ma l’altro non rispondeva:
“Mi sembri molto triste e silenzioso! Cosa ti
è successo? Racconta: farei qualsiasi cosa per
te!”.
“Ah, amico mio – finì per confessare
Compare Tartaruga – c’è solo un sistema
per salvare mia moglie, e cioè che tu mi dia
il tuo cuore!”.
“Ahi! – pensò la scimmia –
“ho detto qualsiasi cosa, ma c’è
un limite a tutto! Come faccio a risolvere la situazione?
Compare Tartaruga può farmi annegare da un momento
all’altro!”
D’improvviso, si colpì la fronte.
“E’ terribile! Ti darei volentieri il mio
cuore, ma dobbiamo tornare indietro a prenderlo!”.
“Il tuo cuore non si trova nel tuo petto?”.
“Come? – esclamò la scimmia –
Non sai che le scimmie lasciano il cuore in una brocca,
accanto alla loro casa, prima di intraprendere un viaggio?”.
La tartaruga si fermò e disse: “Ma come
facciamo?”.
“È molto semplice! Riportami sull’isola
e andrò a prendere il mio cuore!”.
La tartaruga tornò indietro, la scimmia saltò
sulla riva e si arrampicò rapida su un albero.
“Uff! Sono salvo! Mi hai spaventato!”.
“Ma – gridò la tartaruga –
e il cuore che mi hai promesso?”.
“Il cuore? Non sei abbastanza furbo, Compare Tartaruga.
Batte nel mio petto, naturalmente, e ci tengo molto!
Addio!”.
Compare Tartaruga ritornò triste a casa: aveva
perso un amico, ma ebbe almeno la consolazione di veder
guarita la moglie. |

Le Citazioni
.jpg)
Scegli un colore ...
|
|
|
.jpg)
Solo per Te fui creato
|
Solo
per Te fui creato.
Io fui creato per deporre i fiori della devozione
dolcemente ai tuoi piedi sull’altare del giorno.
Le mie mani furono create per servirti prontamente
per rimanere raccolte in adorazione aspettando la Tua
venuta
e quando Tu verrai per bagnare i Tuoi piedi con le mie
lacrime.
La mia voce fu creata per cantare la tua gloria.
I miei piedi furono creati per cercare i Tuoi templi
ovunque.
I miei occhi furono creati
per contenere come calici il Tuo ardente amore
e la saggezza che discende dalle mani della Tua natura.
Le mie orecchie furono create
per cogliere la musica dell’eco dei Tuoi passi
nelle grandi distese dello spazio e per sentire le Tue
divine melodie
nei cuori colmi di devozione.
Le mie labbra furono create per sussurrare di continuo
la Tua lode
e le tue inebrianti ispirazioni.
Il mio amore fu creato per lanciare ardenti raggi di
fiamma
e trovarTi celato nella foresta dei miei desideri.
Il mio cuore fu creato per rispondere solo alla Tua
chiamata.
La mia anima fu creata per essere il canale dove il
Tuo amore
perennemente fluisce in tute le anime assetate.
(Paramahansa Yogananda)
|
.jpg)
Samadhi
|
Svaniti di luce e d'ombra i veli,
sollevata ogni nebbia di dolore,
sparita ogni alba di fugace gioia è scomparso
dei sensi l'incerto miraggio.
Amore, odio, salute, malattia, vita morte:
periron queste false ombre sullo schermo della dualità.
Onde di risa, turbini di sarcasmo, vortici di tristezza
Si fondono nel vasto oceano del rapimento.
Di maya la tempesta s'è acquietata per incanto
della profonda intuizione.
L'universo, obliato sogno occhieggia nel subconscio.
Pronto a invadere l'appena ridestata Memoria del Divino.
Io vivo senza la cosmica ombra,
ma essa non è viva se divisa da me,
come il mare esiste senza le onde, ma non le onde senza
il mare.
Sogni risvegli, profondo sonno turiya,
presente, passato, futuro per me non son più:
ma eternamente onnipresente.
Io, io dovunque. Pianeti, stelle, nebulose, terra,
vulcanici cataclismi da Giorno del Giudizio,
fornace plasmante la creazione, ghiacciai di silenti
raggi X,
brucianti torrenti d'elettroni,
pensieri passati, presenti, futuri degli uomini tutti.
Ogni filo d'erba, me, l'umanità,
ogni particella di polvere degli universi,
collera, avidità, bene, male, salvezza, lussuria,
tutto inghiottii, tramutando tutto nel vasto oceano
del sangue
del mio stesso e solo Essere.
Gioia covante sotto le ceneri, spesso attizzata dalla
meditazione,
accecante i miei occhi di pianto,
divampò nelle immortali fiamme delle immortali
fiamme dell'estasi,
consumò le mie lacrime, la mia forma, tutto me
stesso.
Tu sei me, io sono Te, Conoscenza, Conoscitore, Conosciuto
in Uno.
Quieto ininterrotto brivido, eterna vita, sempre nuova
pace!
Godibile oltre ogni immaginazione, estasi del samadhi!
Non uno stato inconscio, o narcosi mentale senza voluto
ritorno
È il SAMADHI; esso espande il regno della mia
coscienza
oltre i limiti della mia forma mortale, fino ai più
lontani margini dell'eternità,
ove io, Cosmico Mare, guardo il piccolo ego fluttuante
in Me.
Un passerotto, un granello di sabbia non sfuggono al
mio sguardo.
Tutto lo spazio è fluttuante come un iceberg
nel mio Mare mentale.
L'infinito contenitore sono io d'ogni cosa creata.
Dalle lunghe, profonde, assetate meditazioni insegnatemi
dal Guru
Viene questo SAMADHI celestiale.
S'odono i mobili mormorii degli atomi.
L'oscura terra, monti, valli, ecco son liquido fuso!
Fluenti mari si tramutano in vapori di nebulose!
Om soffia sul vapori squarciando meravigliosamente i
loro veli.
Stan rivelati oceani scintillanti, elettroni,
finché all'ultimo tocco del cosmico tamburo
le luci più dense svaniscono nei raggi eterni
dell'onnipervadente beatitudine.
Io venni dalla gioia, di gioia vivo, in sacra gioia
mi dissolvo.
Oceano di mente, Io bevo tutte le onde della creazione.
Quattro veli: solidi, liquidi, vapori, luce si sollevano
dinanzi a me.
Io stesso in ogni cosa entro nel Grande Me Stesso.
Svanite son per sempre le incostanti, vacillanti ombre
di memorie mortali.
Immacolato è il mio cielo mentale sotto, davanti,
in alto.
L'Eternità ed io, un solo raggio.
Da piccolissima bolla di risa, io sono divenuto il Mare
stesso dell'Allegrezza.
(Paramahansa Yogananda)
|
|
.jpg)
La promessa del devoto
|
Vincerò
l'orgoglio con l'umiltà,
l'odio con l'amore,
l'agitazione con la calma,
l'egoismo con la generosità,
il male con il bene,
l'ignoranza con la conoscenza,
e l'inquietudine con la pace che nasce
dalla profonda meditazione.
|
.jpg)
La preghiera del mio cuore
|
Padre Celeste,
fa' della mia anima il tuo tempio!
Fa' del mio cuore il tuo altare!
Fa' del mio amore la tua dimora!
Possa il Tuo amore risplendere per sempre
sul santuario della mia devozione,
e possa io essere capace
di risvegliare il Tuo amore in tutti i cuori.
|
.jpg)
Signore,
dammi la serenità
di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio e la forza di cambiare quelle che posso,
e la saggezza di comprenderne la differenza.
|
|