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Le Perle di Saggezza

Letture tratte dal “Divino Romanzo” di Paramahansa Yogananda

A costo di quanto possiedi acquista la comprensione
“La comprensione è il bene più profondo dell’anima. E’ la vostra vista interiore che vi consente di percepire la verità su voi stessi, sugli altri e sulle situazioni della vita e di modificare anche i vostri atteggiamenti interiori e le azioni. Spesso la vostra comprensione è miope. Non riuscite a vedere i risultati potenziali delle nostre azioni e finite per fare la cosa sbagliata. Dovreste avere un intuito più acuto e perfetto. Essere più attenti. E liberarvi da tutte le forme di irrequietezza e di pregiudizio mentale.
La comprensione è la luce che illumina la strada e vi porta al successo. La comprensione è un insieme equilibrato di pacata intelligenza e purezza di cuore.
Pochissimi sanno in che cosa consiste il loro bene. Poiché non comprendono fanno proprio quello che li danneggerà. Molti credono di aver acquisito la comprensione ma non superano la prova dei fatti. Mettetevi in ogni genere di situazioni avverse, in condizioni di essere criticati, odiati e osservate le vostre reazioni. Se non vi turbate interiormente, se riuscite ad allontanare ogni sentimento di dolore e ingiustizia, se riuscite a conservare solo l’amore nel vostro cuore allora avete raggiunto la vera comprensione.
Se volete essere compresi dovete essere comprensivi. Ed amare tutti con l’amore che riservate alle persone care. Ogni giorno analizzate voi stessi e verificate se state progredendo. Non appena imparerete ad analizzarvi con obiettività riuscirete a capire voi e gli altri”.
La critica
“Non agite e non parlate per il piacere di vincere, per disonorare gli altri o per accrescere la vostra vanità, ma solo per sostenere la verità. Rendete vane le critiche per sostenere umilmente i principi della verità. Coloro che vi odiano e vi insultano non conoscono la verità. Perdonateli perché nella loro ignoranza non sanno quello che fanno. Date il vostro amore in cambio del veleno. Cercate di trasformarli con il vostro amore incondizionato. La critica spietata è un nemico crudele che gioisce della rovina degli altri. L’amore è un amico premuroso che gioisce della felicità e del benessere altrui.
Il comportamento divino consiste nel giudicare se stessi, non gli altri. Fino a quando non metterete in ordine la vostra casa, non avrete il diritto di dire agli altri che la loro casa è in disordine. Sconfiggete il vizio con il buon esempio, l’errore con la verità, l’odio con l’amore, l’ignoranza con la saggezza, la paura con il coraggio, la ristrettezza mentale con la comprensione, l’intolleranza con l’assenza di pregiudizi. Siate voi i primi a manifestare queste virtù”.
Come potete liberarvi dalle cattive abitudini
“Le abitudini si formano gradualmente, compiendo ripetutamente la stessa azione. Manifestiamo l’influenza interiore delle abitudini formate in vite precedenti. La parola karma significa azione ma anche effetto dell’azione. Il karma buono porta risultati buoni e induce a ripetere azioni buone. Il karma cattivo produce cattivi risultati e costituisce il terreno favorevole allo sviluppo di altre azioni cattive. Guardatevi dalle cattive abitudini delle vite passate. Quando dite no alla tentazione, dovete intendere no. Non cedete. I deboli dicono sempre si. Le grandi menti sono piene di no. Inizialmente la tentazione offre qualche piacere ma poi conduce all’irrequietezza, alla continua ricerca di qualcosa di nuovo. Resistere alla tentazione non significa negare i piaceri della vita, ma vuol dire avere il massimo controllo su ciò che volete fare.
Le cattive abitudini sono simili a una piovra con mille tentacoli per stringervi nella loro presa e quando vi afferreranno si ciberanno di voi e vi distruggeranno. Invece se le buone abitudini faranno presa su di voi vi nutriranno. State lontani dalla cose che risvegliano le cattive abitudini e scegliete sempre buone alternative che vi aiuteranno a conseguire la pace della mente ed un corpo sano e robusto. Liberatevi da qualsiasi abitudine che vi renda schiavi. Avete tutta la forza di volontà necessaria per distruggere qualsiasi abitudine. Il potere della volontà divina è sempre con voi.
Le persone decise possono imparare a creare quando vogliono le buone abitudini attraverso la concentrazione. Con la meditazione la vostra mente si abituerà al silenzio. Quando acquisirete questa abitudine non sarete più ansiosi di ottenere le cose del mondo ma sarete ansiosi di conoscere Dio. Quali che siano le vostre responsabilità e il vostro lavoro, dovete mantenere l’impegno più importante, quello con Dio nella meditazione.
Una tecnica. Per creare una buona abitudine meditate, poi concentrandovi nel centro cristico, il centro della volontà situato tra le sopracciglia, pensate all’abitudine nuova che volete acquisire. Quando volete distruggere le cattive abitudini, concentratevi nel centro cristico ed affermate profondamente che tutti i solchi delle cattive abitudini si stanno cancellando”.
Che cosa è il destino?
“Destino è si qualcosa di predestinato, ma predestinato da voi stessi tramite le legge di causalità o karma. Giorno dopo giorno voi create le cause che determinano il vostro destino. Ci sono tre modi per cambiare il vostro destino.
Potete ridurre al minimo gli effetti delle azioni sbagliate ma ciò non elimina le cause.
Potete resistere agli effetti del karma con il potere della mente compiendo azioni giuste.
Ma l’unico sistema di eliminare definitivamente gli effetti karmici è quello di rimuoverne la causa. E la risorsa migliore è la meditazione. Meditate finché non sentite una grande gioia. Quando la gioia palpiterà nel vostro cuore , vuol dire che Dio ha risposto al vostro richiamo. Io non mi preoccupo mai del futuro o del passato. Vivo semplicemente ogni giorno per Dio”.
La fine del mondo
“La dissoluzione parziale del mondo è provocata dalle azioni cattive compiute dagli esseri umani. Dio ha dato all’uomo sia il potere di distruggere sia il potere di creare.
Tutte le cose accadute nel corso dei millenni sono registrate nell’etere. Le vibrazioni del male che l’umanità trasmette nell’etere sconvolgono il normale e armonico equilibrio della terra. Quando la terra è particolarmente oppressa dalle malattie e dal male, tali perturbazioni eteriche la costringono ad arrendersi ai terremoti, alle inondazioni ed ad altre calamità naturali.
Ma una cosa è incoraggiante: il buon karma dell’umanità è superiore al cattivo karma. Se così non fosse le vibrazioni negative farebbero esplodere la terra. Contrariamente alle apparenze la terra sta attraversando un ciclo ascendente ed il bene trionferà.
Secondo il mio Guru, Swami Sri Yukteswar nel suo libro “La scienza sacra”, ogni ciclo della terra si divide in 4 yuga (ere) e dura 24.000 anni di cui 12.000 in fase ascendente verso l’illuminazione crescente e 12.000 in fase discendente verso l’ignoranza ed il materialismo crescenti. La terra dall’alba della sua creazione ha già attraversato molti cicli.
Le 4 ere di ogni Daiva Yuga sono: il Kali Yuga, l’era oscura o materialistica; il Dvapara Yuga, l’era elettrica o atomica; il Tetra Yuga, l’era mentale; e il Satya Yuga, l’era della verità o dell’illuminazione.
La terra ha già superato il Kali Yuga, l’era materialistica della durata di 1.200 anni e siamo entrati da circa 240 anni nel Dvapara yuga, la seconda era che dura 2.400 anni. In questa era l’uomo farà grandi progressi nel campo della scienza elettrica o elettromagnetica. Ma purtroppo ancora in questa era l’uomo userà la scienza non solo per creare e far del bene ma anche per distruggere. Nelle guerre il cattivo uso della tecnologia. Solo con la forza spirituale, come diceva Cristo, si metterà fine alle guerre".


Letture tratte da “L’eterna ricerca dell’uomo” di Yogananda

Preghiere che ricevono risposta
“La preghiera è una richiesta dell’anima. Può essere che le vostre preghiere non abbiano ricevuto risposta perché avete scelto di essere un mendicante. Da mendicante dovete diventare figlio di Dio. Se fate appello a Lui la vostra preghiera avrà forza e saggezza.
Nella volontà giace il germe del successo. Dovete credere nella possibilità di ottenere ciò per cui pregate. Il Signore risponderà sicuramente alla preghiera dietro la quale la forza di volontà rimane costante. Dovete tessere di continuo disegni di ciò che volete per ottenere successo o per resistere alle difficoltà che incontrate. Ricordate che dietro la vostra volontà c’è la grande Volontà Divina.
La prima regola è di avvicinarsi a Dio solo con desideri giusti. La seconda è quella di pregare affinché questi vengano esauditi. Fra le sopracciglia si trova la porta del cielo. Questo centro (ajna) situato nel cervello è la sede della volontà. Quando vi concentrate profondamente in questo punto e tranquillamente volete, qualsiasi cosa vogliate si avvererà”.
La più grande avventura dell'uomo
"L'avventura comincia con la lotta che l’anima deve sostenere per entrare nell’utero materno al momento del concepimento. Nel mondo astrale vi sono milioni di anime che lottano per ritornare sulla terra, per entrare nelle cellule unite dello spermatozoo e dell’ovulo nel momento del concepimento.
Il guscio umano dell’anima ha inizio con una forma simile a quella di un girino, munita di una piccola coda. Questa forma si sviluppa in una forma animale raggomitolata nel grembo materno. Arrivano occasionali memorie della vita passata e l’embrione si muove. La lotta si fa più forte man mano che l’embrione comincia forma umana nel corpo della madre. L’anima grida: lasciatemi uscire! E quando la volontà diviene forte il bambino nasce. Il piccolo giunge in questo mondo piangendo perché, dicono i santi, l’anima rammenta le proprie incarnazioni precedenti e non gradisce l’idea di ritornare sulla terra per riprendere qui la lotta della vita. Mentre il tempo passa il neonato lotta per conquistare il controllo sul proprio corpo. Quando il neonato è diventato bambino è circondato dall’influenza della madre e del padre che lo guidano e da altre figure. Ciascuno vuole farlo diventare qualcos’altro. Il bambino deve sostenere molte battaglie contro queste pressioni contrastanti. Nell’adolescenza i sensi divengono più attivi ed il giovane combatte una dura battaglia con se stesso. Il modo migliore di essere vincitori in questa avventura della vita è quello di essere amici di voi stessi. Il saggio è armato contro ogni tipo di guerra. E la saggezza viene dalla fede in Dio. I veri yoghi sanno controllare la propria mente in circostanza".
Reincarnazione: il viaggio dell'anima verso la perfezione
“La reincarnazione è il progresso che l'anima compie attraverso molte vite sul piano terrestre. Noi siamo fatti ad immagine di Dio, ma immedesimandoci nel corpo fisico ne abbiamo assunto le imperfezioni e limiti. L’uomo che non è unito a Dio è governato dai desideri e, a causa di questo attaccamento, egli rimane schiavo. Torniamo più e più volte sulla terra finché non avremo esaudito tutti i desideri oppure finché non avremo bandito quei desideri con l’accrescimento della nostra saggezza. Poche persone però si liberano dalla ruota di nascita e morte cercando di soddisfare i loro desideri. E’ nella natura del desiderio che, ogni volta che è soddisfatto, il bisogno insaziabile di ripetere l’esperienza non fa che rafforzare la sua presa, se la mente non è molto forte. E’ meglio soddisfare i piccoli desideri, perché in questo modo possiamo liberarcene. Ma è necessario farlo con saggezza e discriminazione, altrimenti anche i piccoli desideri possono ritornare più forti. Dopo aver ripetuto l’esperienza più volte il risultato è che si è formata l’abitudine, ora difficile da debellare.
Se non abbiamo la possibilità d’imparare le nostre lezioni in questa vita, avremo l’opportunità d’impararle in altre esistenze. L’ultima parte della vita è più importante della prima, perché ciò che sarete alla fine di questa vita lo sarete all’inizio della prossima. Di solito la prima parte della vita viene sprecata stupidamente, in una specie di confuso torpore. Poi viene l’amore, e infine la malattia e la vecchiaia. Incomincia la lotta con il corpo. Le Scritture indù dicono che occorre un milioni di anni di vite armoniche, prive di malattie, perché l’anima possa liberarsi. Perciò da una vita all’altra possiamo aspettarci di riscontrare nell’uomo cambiamenti relativamente minimi. Ma l’evoluzione spirituale può essere notevolmente affrettata mediante il deciso sforzo di vivere nella maniera giusta e con l’aiuto di un vero Guru
I saggi dell’India hanno analizzato l’umanità suddividendola in 4 tipi-base che corrispondono a 4 tipi fondamentali di coscienza nell’uomo: Sudra è lo stato di esistenza legato ai sensi; Vaisya è lo stato di chi si dedica agli affari e alla creatività; Kshatriya è lo stato del guerriero quando l’uomo desidera dar battaglia ai propri sensi e vincere l’attaccamento ad essi; Brahmin è lo stato di saggezza, raggiunto dall’uomo che ha superato ogni attaccamento ai sensi e che rimane coscientemente immerso in Brahma o Dio. Esaminate la vostra vita dall’infanzia ad oggi e cercate di pensare a quale dei 4 tipi appartenete".
Cristo e Krishna: due avatar della stessa Verità
"Le divine incarnazioni come Gesù Cristo e Jadava krishna sono esenti dalle coercizioni karmiche della rinascita. Essi ritornano sulla terra solamente per favorire la liberazione dell’umanità.
Gesù Cristo e Bhagavan Krishna hanno dato al mondo due libri fra i più grandi di tutti i tempi. Le parole di Sri Krishna nella Bhagavad Gita e quelle del Signore Gesù nel Nuovo Testamento della Bibbia sono sublimi manifestazioni di verità, gradi esempi di Scrittura spirituale. Queste due bibbie impartiscono in essenza lo stesso insegnamento. Il più profondo cristianesimo predicato da Gesù è stato oggi perso di vista. Il Cristo insegnò la devozione e lo yoga come Krishna. Krishna è il Cristo degli indù. Questi due grandi avatar manifestarono pienamente la Coscienza Cristica universale.
L’induismo e il cristianesimo credono in un solo Dio. Il concetto della Trinità è anch’esso esattamente il medesimo nelle Scritture indù e cristiane. La Trinità non è negazione del’unico Dio. Ma l’Uno divenne Tre quando Dio fece questa creazione. Nel primordiale suono om o amen da cui tutto nasce risiede il mezzo per comunicare con Dio".

Le Storie dello Yoga Vashistha

Qui di seguito alcune storie tratte dalle “Storie dello Yoga Vasishtha” di Maharishi Valmiki.
Lo
Yoga Vasishtha è uno dei più antichi testi sanscriti sul Vedanta (una delle sei scuole filosofiche indiane o Darshana), attribuito a Maharishi Valmiki, l’autore del Ramayana (uno dei più grandi poemi epici indiani). L’autore espone al suo discepolo Bharadvaja l’insegnamento vedantino che il grande saggio Vashistha trasmise al suo discepolo, il principe Rama, l’eroe del Ramayana servendosi di antiche e bellissime storie. Vi sono due Yoga Vasishtha: il Brihad Yoga Vasishtha è l’opera originale contenente 32.000 versetti e il Laghu Yoga Vasishtha è l’opera condensata contenente 6.000 versetti che viene considerata la quintessenza dell’originale.

La storia per un bambino
Vashistha: “Intrepido Rama, la mente di un saggio non è differente da Brahman. La mente del non illuminato è la causa della sua ignoranza e dei suoi errori. Il supremo Brahman è pieno, perfetto e imperituro. Il Suo potere di fluttuazione è presente nell’aria; il Suo potere di compattezza è presente nella pietra, è il calore nel fuoco, la fluidità nell’acqua e la vacuità nell’akasha. La Sua beatitudine è sentita nei cuori dei santi, il Suo valore si vede negli yogi, il Suo potere creativo nelle opere della Sua creazione e il Suo potere di distruzione nel pralaya cosmico, alla fine di un grande kalpa. Come l’albero è contenuto nel seme, così ogni cosa è contenuta in Brahman.
Brahman è l’Uno, ma si manifesta come molteplicità mediante il Suo potere illusorio. Schiavitù e liberazione sono concezioni dell’ignorante. E’ sbagliato parlare di schiavitù dell’anima, che è sempre libera. E’ futile cercare l’emancipazione dell’anima, che è sempre emancipata. Il mondo è così reale per gli uomini mondani sprofondati nel fango dell’ignoranza quanto l’incredibile storia della bisnonna narrata da una madre al suo bambino. Una volta un bambino chiese alla madre di raccontargli una bella storia, e la madre gli narrò questa storia fantastica:
C’erano una volta tre principi, che vivevano in una città chiamata Vuoto. Essi erano nobili, virtuosi e coraggiosi. Di questi tre, due non nacquero mai e il terzo non entrò mai nel grembo di sua madre per essere concepito. Partirono per un viaggio e poi si riposarono nel giardino dell’akasha. Mangiarono diversi tipi di frutti poi continuarono il viaggio verso l’alto. Dopo avere già fatto molta strada, a mezzogiorno giunsero in un luogo in cui confluivano i tre fiumi, che scorrevano con rapide correnti ed onde impetuose. Di questi tre fiumi, due non avevano acqua e nel terzo c’era solo sabbia bianca. I tre principi fecero il bagno in quest’ultimo fiume; si divertirono a lungo, bevvero l’acqua che era dolce come il latte e ritemprarono i loro spiriti. Ripresero il viaggio ed al tramonto giunsero in una città che ancora non esisteva e vi costruirono tre case. Una casa non aveva fondamenta, la seconda non aveva mura e la terza non aveva né mura né tetto. I tre principi riposarono comodamente nelle tre belle case, costruite in una città invisibile dell’akasha. Nelle case trovarono tre pentole: le prime due si ruppero non appena le sollevarono e la terza si ridusse in polvere al loro tocco. Nelle tre pentole posero otto misure di riso,meno dodici misure e cucinarono il tutto perfettamente senz’acqua né fuoco; poi distribuirono il cibo a numerosi bramini senza bocca, senza lingua e senza denti. I tre principi si divisero con gioia il cibo rimasto. La sera andarono a caccia e passarono il tempo piacevolmente.
Quando la madre terminò di raccontare la storia, il bambino fu felice di quanto aveva udito: credette che la storia fosse proprio vera.
Allo stesso modo le persone ignoranti che non possiedono discriminazione né sete di ricerca dell'Atman credono che questo mondo sia reale. La mente genera questo mondo. Nulla in realtà esiste eccetto le creazioni della tua immaginazione. L'immaginazione foggia gli oggetti nelle loro particolari forme illusorie. Il paradiso, il cielo, la terra, l’aria, i fiumi, le montagne, gli alberi ... l'intero universo è la proiezione dell'immaginazione. L'espansione della mente costituisce il sankalpa, il quale genera questo mondo mediante il suo potere di differenziazione. Il sankalpa è il potere più attivo della mente. Rama, annienta tutti i sankalpa e consegui lo stato di nirvikalpa, nel quale non vi sono modificazioni della mente (sankalpa)".
La storia della Roccia
Vasishtha a Rama: “Ascolta ancora un’altra storia che illustra come tutte le cose, sebbene appaino differenti, in realtà non sono altro che la luce di Brahman.
C’è un’enorme roccia di granito che, invisibile, forte, morbida, di dimensioni infinite ed eterna. Da essa spuntano innumerevoli fiori di loto, i cui petali a volte si toccano ed altre volte no, a volte sono visibili ed altre volte non lo sono. Alcuni sono rivolti in alto ed altri in basso; alcuni sono attorcigliati, mentre altri ancora non hanno proprio radici. In mezzo ai loti vi sono numerose conchiglie e un gran numero di dischi.
Questa roccia è invero la Coscienza Cosmica che contiene i mondi, che sono uno e nello stesso tempo tanti. Dentro di essa appaiono tutte le diverse creature dell’universo. Come si possono immaginare e concepire forme differenti nella roccia, così s’immagina ignorantemente che l’universo esista nella Coscienza. Anche se uno scultore creasse differenti forme nella roccia, rimarrebbe sempre roccia; lo stesso avviene per la Coscienza Cosmica, che è un massa di Coscienza omogenea. Come la solida roccia contiene potenzialmente diverse figure da poter scolpire, così i diversi nomi e forme delle creature dell’universo esistono potenzialmente nella Coscienza Cosmica.
Come la roccia rimane roccia, che sia scolpita oppure no, così la Coscienza rimane Coscienza, sia che il mondo appaia oppure no. L’apparizione del mondo è solo una manifestazione; la sua sostanza non è altro che Coscienza.
In effetti anche queste manifestazioni e modificazioni sono solo Brahman, la Coscienza Cosmica. Poiché il seme non contiene nient’altro che il seme, anche i fiori ed i frutti hanno la stessa natura del seme; la sostanza del seme è anche la sostanza degli effetti che da esso conseguono. Così la massa omogenea della Coscienza Cosmica non fa nascere nient’altro che quello che esiste già nell’essenza. Quando si realizza questa verità, la dualità cessa. La coscienza non diventa mai incoscienza. Invero anche la modificazione è Coscienza.
La Coscienza Cosmica è una, senza diversità. L’universo della diversità esiste solo come idea. La roccia è una; l’idea dei numerosi loti nasce solo in relazione a quell’unica roccia. Allo stesso modo l’idea della diversità nasce nella Coscienza senza per questo causare effettiva diversità. Come l’acqua di un miraggio esiste e nello stesso tempo non esiste, così è la diversità in relazione alla Coscienza Infinita. Hai mai visto dei loti crescere in una grande roccia di granito?
Tutto questo è veramente Brahman! Come l’idea dell’esistenza dei loti nella roccia non distrugge la roccia, così Brahman non è toccato dal’apparenza del mondo che esiste in sé come la sua stessa natura. Invero non c’è differenza essenziale tra Brahman ed il mondo; i tre mondi non sono altro che la manifestazione della luce di Brahman, che si manifesta come questo variegato universo di forme che sono simili ai loti nella roccia. Quando la realtà è vista così, soltanto Brahman esiste".
La storia di Arjuna
Vasishtha: “Rama, agisci nel mondo senza desiderare il frutto delle azioni. Vivi come vivrà Arjuna, secondo la via che gli mostrerà il Signore Krishna”.
Rama chiese: “Quando s’incarnerà Arjuna? In cosa lo inizierà il Signore Krishna?”.
Vasishtha rispose: “L’intero universo appare nell’oceano della Coscienza Cosmica. In conformità della legge universale, Yama, il dio della morte, in determinati periodi entra in meditazione per alcuni anni, durante i quali la popolazione della terra aumenta notevolmente. Allora gli dei fanno ricorso a vari mezzi per limitarla. Tutto questo è accaduto innumerevoli volte. Anche l’attuale Yama a suo tempo andrà a meditare per alcuni anni e, quando la popolazione della terrà aumenterà rapidamente, gli dei chiederanno a Vishnu di venire in loro aiuto. Egli s’incarnerà nella forma del Signore Krishna, insieme al suo alter ego chiamato Arjuna. In seguito i cugini di Arjuna faranno guerra a lui ed ai suoi fratelli. Nella battaglia tra i cugini periranno diciotto divisioni armate, e in tal modo Vishnu libererà la terra dal peso umano eccedente. Krishna sarà l’auriga di Arjuna, e quando questi vedrà le due armate schierate di fronte sul campo di battaglia, pronte a combattersi, sarà preso dallo scoraggiamento e rifiuterà di combattere. A quel punto il Signore Krishna lo inizierà alla saggezza suprema, producendo il suo risveglio spirituale.
Egli dirà ad Arjuna: Tu non sei questo corpo. Il Sé non nasce e né muore, è eterno e non muore con il corpo. Chi pensa che Esso uccida o possa venire ucciso è ignorante. Come e da chi può essere distrutto l’Essere infinito, che è uno-senza-secondo e più sottile dello spazio? Arjuna, contempla il Sé che è infinito, non manifesto, eterno, immacolato e della natura della pura Coscienza. Tu sei non-nato ed eterno? Alzati, e con la mente rivolta a Me compi il tuo dovere, senza pensare al frutto delle tue azioni.
Quando il Signore avrà terminato d’istruire Arjuna, quest’ultimo dirà: La mia illusione è scomparsa e attraverso la Tua grazia la mia mente s’è destata alla conoscenza della Realtà assoluta. Detto ciò Arjuna si impegnerà nella battaglia considerandola un gioco divino.
Rama, abbi anche tu quest’attitudine, rimani distaccato, pieno di spirito di rinuncia e fa che qualunque tu cosa tu compia o sperimenti sia un’offerta dell’onnipresente Brahman. Allora conoscerai la verità e non vi saranno più dubbi. Chi possiede lo spirito di non dualità non è turbato neanche quando è impegnato attivamente nel mondo. Ciò che qui appare essere il mondo in realtà è un’opera magica della Coscienza Infinita. Qui non c’è unità, là non c’è dualità. Anche i miei insegnamenti hanno la mia stessa natura! Le parole ed il loro significato, il discepolo, il desiderio e lo sforzo del discepolo, l’abilità del guru nell’uso delle parole: tutte queste cose sono manifestazioni dell’energia della Coscienza Infinita. Nella pace del proprio essere interiore la Coscienza vibra, e sorge la visione del mondo. Se la Coscienza non vibra, non si ha alcuna visione del mondo. Quando si risveglia l’intelligenza interiore, finisce il desiderio del piacere. Questa è la natura del saggio: in lui la cessazione del desiderio del piacere è naturale e senza sforzo".
La regina delle api
C'era una volta una coppia che desiderava un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito andò in un campo a tagliare del bambù e all'improvviso udì una vocina che lo implorava. Per fare non farmi del male. Dove sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo aprì la canna di bambù e trovò un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello, e lo chiamarono Bambù.
Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro. Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si parò di fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu! Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito, scappò via.
Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando incontrò un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora la regina gli regalò tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà che tu lo desideri!
Bambù andò al mercato e concluse i suoi affari. Poi tornò verso casa ed attraversando la foresta rincontrò il leone, ancora più feroce ed affamato. Bambù desiderò di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca.
Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi. Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bambù diventò un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrandì fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti.
La creazione degli animali
C'era una volta Napi, l'aiutante del Sole. Il Sole riscaldava la Terra mentre Napi faceva tutti i lavori di manutenzione. Un giorno Napi aveva terminato presto i suoi lavori e, dato che non era abituato a tenere le mani ferme, prese un blocco di argilla e cominciò a modellarlo. Una dopo l'altra fece le figurine di tutti gli animali della Terra. Era molto soddisfatto del suo lavoro: soffiò sopra ogni figurina, dando a ciascun animale un nome e un luogo da popolare sulla Terra.
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo pasticciò un po', poi fece un'altra figurina e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi. Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a vivere in montagna perché era troppo ripida, le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua, la tigre non si adattava vicino al mare e così via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che lo soddisfi.
La scimmia e la tartaruga
Compare Tartaruga si annoiava da morire: i giorni passavano sempre uguali. Il mare si estendeva all’infinito, le onde succedevano alle onde. Nessuno veniva mai a rallegrare la sua vita monotona, tranne qualche volta una balena o un gruppo di delfini, che passavano in lontananza, al largo dell’isola.
Un giorno, scorse una scimmia che si rimpinzava di banane.
“Perché cercare un amico nel mare?” pensò la tartaruga. “Compare Scimmia sembra un compagno ideale, certamente più simpatico di un granchio!”.
“Buongiorno Compare Scimmia! Vorresti essere mio amico?”
“Buongiorno Compare Tartaruga! Certamente!”.
Da quel giorno trascorsero insieme tutto il loro tempo; la tartaruga non si era mai divertita tanto.
Un giorno la scimmia la invitò ad assaggiare le banane. Un altro, le disse:
“Vieni, ti insegnerò ad arrampicarti sugli alberi!”.
La sera, Compare Scimmia raccontò alla moglie: “Ah! Come mi sono divertito! Avresti dovuto vederlo mentre si arrampicava su un albero! Compare Tartaruga è il mio migliore amico!”.
Anche Compare Tartaruga disse alla moglie: “Che amico meraviglioso! Come mi annoiavo prima di conoscerlo!”.
Ma Comare Tartaruga non condivideva la sua gioia e pensava: “Mio marito sta sempre con il suo nuovo amico. Devo sbarazzarmi di questa maledetta scimmia!”
Una sera, Compare Tartaruga trovò la moglie a letto. “Sei malata?”.
“Sì, molto malata; il dottore ha detto che sto per morire e che l’unico modo per salvarmi è mangiare il cuore di una scimmia!”.
“Il cuore di una scimmia! Ma dove potrò trovarlo? L’unica scimmia che conosco è il mio amico!”.
“Allora, non mi resta che morire!” disse Comare Tartaruga con voce fioca.
Compare Tartaruga era disperato. Rifletté a lungo e infine decise che avrebbe sacrificato il suo amico.
Lentamente, si diresse verso la casa di Compare Scimmia.
“Buongiorno, Compare Tartaruga! Che piacere rivederti! Qual buon vento ti porta?”.
“Mia moglie vorrebbe invitarti a cena questa sera, verrai?”.
“Certo, volentieri!”. La scimmia seguì allegramente il suo amico fino in riva al mare, ma non poteva continuare non sapendo nuotare.
“Sali sul mio guscio! – gli disse la tartaruga – Ti porterò io!”.
La scimmia si aggrappò al guscio lasciandosi trasportare tra le onde. Avrebbe voluto chiacchierare ma l’altro non rispondeva:
“Mi sembri molto triste e silenzioso! Cosa ti è successo? Racconta: farei qualsiasi cosa per te!”.
“Ah, amico mio – finì per confessare Compare Tartaruga – c’è solo un sistema per salvare mia moglie, e cioè che tu mi dia il tuo cuore!”.
“Ahi! – pensò la scimmia – “ho detto qualsiasi cosa, ma c’è un limite a tutto! Come faccio a risolvere la situazione? Compare Tartaruga può farmi annegare da un momento all’altro!”
D’improvviso, si colpì la fronte.
“E’ terribile! Ti darei volentieri il mio cuore, ma dobbiamo tornare indietro a prenderlo!”.
“Il tuo cuore non si trova nel tuo petto?”.
“Come? – esclamò la scimmia – Non sai che le scimmie lasciano il cuore in una brocca, accanto alla loro casa, prima di intraprendere un viaggio?”.
La tartaruga si fermò e disse: “Ma come facciamo?”.
“È molto semplice! Riportami sull’isola e andrò a prendere il mio cuore!”.
La tartaruga tornò indietro, la scimmia saltò sulla riva e si arrampicò rapida su un albero.
“Uff! Sono salvo! Mi hai spaventato!”.
“Ma – gridò la tartaruga – e il cuore che mi hai promesso?”.
“Il cuore? Non sei abbastanza furbo, Compare Tartaruga. Batte nel mio petto, naturalmente, e ci tengo molto! Addio!”.
Compare Tartaruga ritornò triste a casa: aveva perso un amico, ma ebbe almeno la consolazione di veder guarita la moglie.

Le Citazioni

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Solo per Te fui creato

Solo per Te fui creato.
Io fui creato per deporre i fiori della devozione
dolcemente ai tuoi piedi sull’altare del giorno.
Le mie mani furono create per servirti prontamente
per rimanere raccolte in adorazione aspettando la Tua venuta
e quando Tu verrai per bagnare i Tuoi piedi con le mie lacrime.
La mia voce fu creata per cantare la tua gloria.
I miei piedi furono creati per cercare i Tuoi templi ovunque.
I miei occhi furono creati
per contenere come calici il Tuo ardente amore
e la saggezza che discende dalle mani della Tua natura.
Le mie orecchie furono create
per cogliere la musica dell’eco dei Tuoi passi
nelle grandi distese dello spazio e per sentire le Tue divine melodie
nei cuori colmi di devozione.
Le mie labbra furono create per sussurrare di continuo la Tua lode
e le tue inebrianti ispirazioni.
Il mio amore fu creato per lanciare ardenti raggi di fiamma
e trovarTi celato nella foresta dei miei desideri.
Il mio cuore fu creato per rispondere solo alla Tua chiamata.
La mia anima fu creata per essere il canale dove il Tuo amore
perennemente fluisce in tute le anime assetate.

(Paramahansa Yogananda)

 

Samadhi


Svaniti di luce e d'ombra i veli, sollevata ogni nebbia di dolore,
sparita ogni alba di fugace gioia è scomparso dei sensi l'incerto miraggio.
Amore, odio, salute, malattia, vita morte:
periron queste false ombre sullo schermo della dualità.
Onde di risa, turbini di sarcasmo, vortici di tristezza
Si fondono nel vasto oceano del rapimento.
Di maya la tempesta s'è acquietata per incanto della profonda intuizione.
L'universo, obliato sogno occhieggia nel subconscio.
Pronto a invadere l'appena ridestata Memoria del Divino.
Io vivo senza la cosmica ombra,
ma essa non è viva se divisa da me,
come il mare esiste senza le onde, ma non le onde senza il mare.
Sogni risvegli, profondo sonno turiya,
presente, passato, futuro per me non son più:
ma eternamente onnipresente.
Io, io dovunque. Pianeti, stelle, nebulose, terra,
vulcanici cataclismi da Giorno del Giudizio,
fornace plasmante la creazione, ghiacciai di silenti raggi X,
brucianti torrenti d'elettroni,
pensieri passati, presenti, futuri degli uomini tutti.
Ogni filo d'erba, me, l'umanità,
ogni particella di polvere degli universi,
collera, avidità, bene, male, salvezza, lussuria,
tutto inghiottii, tramutando tutto nel vasto oceano del sangue
del mio stesso e solo Essere.
Gioia covante sotto le ceneri, spesso attizzata dalla meditazione,
accecante i miei occhi di pianto,
divampò nelle immortali fiamme delle immortali fiamme dell'estasi,
consumò le mie lacrime, la mia forma, tutto me stesso.
Tu sei me, io sono Te, Conoscenza, Conoscitore, Conosciuto in Uno.
Quieto ininterrotto brivido, eterna vita, sempre nuova pace!
Godibile oltre ogni immaginazione, estasi del samadhi!
Non uno stato inconscio, o narcosi mentale senza voluto ritorno
È il SAMADHI; esso espande il regno della mia coscienza
oltre i limiti della mia forma mortale, fino ai più lontani margini dell'eternità,
ove io, Cosmico Mare, guardo il piccolo ego fluttuante in Me.
Un passerotto, un granello di sabbia non sfuggono al mio sguardo.
Tutto lo spazio è fluttuante come un iceberg nel mio Mare mentale.
L'infinito contenitore sono io d'ogni cosa creata.
Dalle lunghe, profonde, assetate meditazioni insegnatemi dal Guru
Viene questo SAMADHI celestiale.
S'odono i mobili mormorii degli atomi.
L'oscura terra, monti, valli, ecco son liquido fuso!
Fluenti mari si tramutano in vapori di nebulose!
Om soffia sul vapori squarciando meravigliosamente i loro veli.
Stan rivelati oceani scintillanti, elettroni,
finché all'ultimo tocco del cosmico tamburo
le luci più dense svaniscono nei raggi eterni dell'onnipervadente beatitudine.
Io venni dalla gioia, di gioia vivo, in sacra gioia mi dissolvo.
Oceano di mente, Io bevo tutte le onde della creazione.
Quattro veli: solidi, liquidi, vapori, luce si sollevano dinanzi a me.
Io stesso in ogni cosa entro nel Grande Me Stesso.
Svanite son per sempre le incostanti, vacillanti ombre di memorie mortali.
Immacolato è il mio cielo mentale sotto, davanti, in alto.
L'Eternità ed io, un solo raggio.
Da piccolissima bolla di risa, io sono divenuto il Mare stesso dell'Allegrezza.
(Paramahansa Yogananda)

 

La promessa del devoto

Vincerò l'orgoglio con l'umiltà,
l'odio con l'amore,
l'agitazione con la calma,
l'egoismo con la generosità,
il male con il bene,
l'ignoranza con la conoscenza,
e l'inquietudine con la pace che nasce
dalla profonda meditazione.


 

La preghiera del mio cuore


Padre Celeste,
fa' della mia anima il tuo tempio!
Fa' del mio cuore il tuo altare!
Fa' del mio amore la tua dimora!
Possa il Tuo amore risplendere per sempre
sul santuario della mia devozione,
e possa io essere capace
di risvegliare il Tuo amore in tutti i cuori.

 

Signore,

 

 

dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio e la forza di cambiare quelle che posso,
e la saggezza di comprenderne la differenza.

Vento d'Oriente, Centro Yoga Roma
 
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