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COSTITUZIONE ENERGETICA UMANA

La Visione dei Tattva

Il Sankhya, uno dei 6 sistemi filosofici indiani (darshana =punto di vista), spiega la costituzione umana (microcosmo) al pari dell’intero universo (macrocosmo) alla luce di alcuni principi (tattva).

Il Sankhya enumera 25 principi:

(1) Purusha, il principio maschile, lo Spirito Assoluto.
(1) Prakriti, il principio femminile, la Creazione.
(1) Buddhi, l’intelletto intuitivo.
(1) Ahamkara, l’istanza dell’io.
(5) Tanmatra, i 5 elementi sottili, i 5 sensi: udito, tatto, vista gusto, olfatto.
(1) Manas, la mente razionale selettiva-empirica.
(5) Jnanendrya, i 5 organi di conoscenza: orecchie, pelle, occhi, lingua, naso.
(5) Karmendrya, i 5 organi di azione: bocca, mani, piedi, apparato genito-urinario, ano.
(5) Mahabhuta, i 5 elementi grossolani: etere, aria, fuoco, acqua, terra.

Inizialmente troviamo 2 principi fondamentali a governare l’universo e l’uomo: Purusha e Prakriti, Coscienza ed Energia (o Materia). Purusha è lo Spirito Assoluto immanifesto, privo di attributi. Prakriti è la Natura Primordiale, la manifestazione della creazione caratterizzata dalla presenza dei tre guna (qualità energetiche) ancora in modo indifferenziato tra loro (tamas, rajas e sattva cioè l’energia cupa, aggressiva e armoniosa). Dalla rottura dell’equilibrio dei tre guna (rajas o tamas predominanti) ha inizio il processo di evoluzione umana. Dalla prakriti si ramificano tutti gli altri 23 principi. Prima nasce Mahat o Buddhi, l'intelligenza cosmica, l’intelletto intuitivo. Poi il riferimento di questo ad un soggetto fa nascere Ahamkara, il senso dell’io, l'ego. E l’ego accelera l’azione dei tre guna verso una sempre maggiore condensazione dell’energia, dagli elementi sottili si arriva fino agli elementi più grossolani.


Lo Yoga (Yoga Darshana di Patanjali) riprende i 25 principi del Sankhya (le basi dello Yoga) dove non c’è alcun riferimento ad un divino personale ed introduce il nuovo concetto di Iswara o Istha Devata, il Dio personale, il sommo governatore dell’universo che unisce il principio di coscienza ed energia (purusha e prakriti). Allora i 25 principi del Sankhya nello Yoga diventano 26. Iswara è Brahman, Purusha è il Sé superiore e Prakriti è la Natura Primordiale Immanifesta con i 3 guna in equilibrio...

L’Ayurveda, basato come lo Yoga sul Sankhya, riprende i 25 principi del Sankhya ed accoglie il 26esimo dello Yoga.

La Visione dei Dosha

Secondo l’Ayurveda la combinazione dei dosha (umori) determina la costituzione (prakriti) di un individuo.

I tridosha (vata, pitta e kapha) sono i principi che regolano il funzionamento degli organi del corpo.

VATA è il principio di movimento costituito dagli elementi Etere e Aria. Risiede principalmente nell’intestino crasso (colon) dove si accumula sotto forma di gas. E’ responsabile di tutti i movimenti nel corpo e presiede le attività nervose, circolatorie, respiratorie, escretorie e di locomozione. Le sue caratteristiche corrispondono a quelle del sistema nervoso. Dal punto di vista psicologico è associato alle emozioni e al sentimento. La sua essenza è chiamata prana, l’energia alla base di ogni azione.

Si suddivide in 5 sottodosha cd. 5 Prana o Vayu (arie):
PRANA situato nella regione della testa, corrispondente in particolare con i nervi, conferisce in generale energia al corpo e alla mente.
UDANA situato nella zona del collo, corrispondente in particolare con i muscoli, consente all’energia di scorrere verso l’alto e mantenere il corpo in posizione eretta.
VYANA situato nella regione del petto, nelle braccia e nelle mani, corrispondente in particolare con i legamenti, consente all’energia di espandersi verso l’esterno.
SAMANA situato nella zona dell’ombelico e degli organi digestivi, corrispondente in particolare con il tessuto adiposo, consente all’energia di trattenersi all’interno.
APANA situato nel basso ventre, nelle gambe e nei piedi, corrispondente in particolare con le ossa, consente all’energia di scorrere verso il basso e di radicarsi.

PITTA è il principio di trasformazione e termogenesi costituito dagli elementi Fuoco e Acqua. Risiede principalmente nell’intestino tenue dove si accumula sotto forma di acido e calore. E’ responsabile dei processi digestivi, metabolici ed ormonali. Le sue caratteristiche corrispondono a quelle del sistema endocrino. Dal punto di vista psicologico è associato all’intelligenza ed al pensiero. La sua essenza è chiamata tejas, il fuoco.

Si suddivide in 5 sottodosha:
SADHAKA localizzato nella zona del cranio e del cervello, consente la digestione degli impulsi nervosi da parte del cervello.
ALOCHAKA localizzato nella regione del viso e in prossimità degli occhi, consente la digestione della luce attraverso gli occhi.
BHRAJAKA localizzato sulle estremità e sul petto, consente la digestione della luce del sole e del tepore attraverso la pelle.
PACHAKA localizzato nella zona dell’ombelico, consente la digestione del cibo nel tratto digestivo.
RANJAKA localizzato nella zona del fegato, è responsabile della pigmentazione del sangue, della bile, dell’urina e delle feci ed opera tramite il fegato.

KAPHA è il principio di coesione costituito dagli elementi Acqua e Terra (il corpo umano è costituito in prevalenza da kapha). Risiede principalmente nei polmoni dove si accumula sotto forma di catarro o muco e nel basso ventre dove si accumula sotto forma di grasso. E’ responsabile della coesione della struttura corporea e governa i fluidi e il processo di lubrificazione. Le sue caratteristiche corrispondono a quelle del sistema immunitario. Dal punto di vista psicologico è associato ai valori di perdono, compassione, amore, armonia.. La sua essenza è chiamata ojas, la base di tutti i tessuti del corpo.

Si suddivide in 5 sottodosha:
TARPAKA situato nella zona della testa, del cranio, del cuore e della colonna vertebrale, consente la lubrificazione del cervello e del sistema nervoso.
BODHAKA situato nella zona della testa e del viso, consente la lubrificazione della lingua e degli organi sensoriali situati nella testa.
SLESHAKA situato nelle articolazioni e nelle estremità, consente la lubrificazione delle articolazioni.
KLEDAKA situato nella regione dello stomaco, consente la lubrificazione del tratto digestivo.
AVALAMBAKA situato nella regione toracica, consente la lubrificazione del cuore e dei polmoni.

L’esame della persona (Astasthana pariksa) secondo l’Ayurveda tradizionale si svolge secondo 8 metodologie: ispezione (darshana), palpazione e interrogazione (prashna), esame del polso (nadi), esame dell’urina (mutra), esame delle feci (mala), esame dell’occhio (netra), esame della voce (jihva), tratti fisici (akrti).
Poiché solo pochi esperti con anni e anni di pratica sono in grado di effettuare una diagnosi completa e corretta allora vengono fornite tutta una serie di indicazioni specifiche per stabilire con una certa precisione la tipologia fisiologica di un individuo. 7 le tipologie costituzionali ayurvediche: Tipo Vata, Tipo Pitta e Tipo Kapha, Tipo Vata/Pitta, Tipo Pitta/Kapha, Tipo Vata/Kapha, Tipo Vata/Pitta/Kapha.

Le tre tipologie di base.

TIPO VATA è governato dall’aria quindi è esile, poco resistente alle malattie, nervoso, impaziente, iperattivo, sensibile.. Può soffrire di esaurimento nervoso.
TIPO PITTA è governato dal fuoco quindi ha struttura media, buona circolazione con estremità calde, determinati, intelligenti, aggressivi, motivati.. Può accusare malattie infettive e conflitti interiori.
TIPO KAPHA è governato dall’acqua quindi ha struttura robusta, metabolismo lento, pigri, pazienti, attenti agli altri, stabili, conservatori, sentimentali. Può prendere peso facilmente e sviluppare attaccamento.

Dalla combinazione dei dosha con i guna emergono ulteriori sfumature.

Tipo Vata Sattvico è creativo, aperto, comunicatore, sensibile, guaritore...
Tipo Vata Rajasico è veloce, iperattivo, inconcludente, mutevole...
Tipo Vata Tamasico è pauroso, falso, dipendente da droghe, sesso...

Tipo Pitta Sattvico è intelligente, luminoso, disciplinato, coraggioso, amichevole, compassionevole, comprensivo...
Tipo Pitta Rajasico è competitivo, critico, rabbioso, intollerante…
Tipo Pitta Tamasico è distruttivo, violento, ostile, malvivente..

Tipo Kapha Sattvico è amorevole, devozionale, fiducioso, paziente, equilibrato, leale, affettuoso, stabile...
Tipo Kapha Rajasico è avido, materialista, dominatore...
Tipo Kapha Tamasico è pigro, insensibile, depresso, irresponsabile, pesante…

La Visione dei Kosha

Le Upanishad menzionano 5 involucri o guaine o veicoli (kosha) in cui è rinchiusa l’Anima-Sé, partendo dal più esterno ed arrivando al più interno.

Annamayakosha è il corpo fisico costituito dal cibo elaborato, assimilato e trasformato.
Pranamayakosha è il corpo pranico costituito dal prana, l’energia sottile contenuta nell’aria, nel sole, nella terra e nell’acqua.. che mantiene in vita il corpo e la mente. Esso connette tutti i kosha (tranne l’ultimo).
Manomayakosha è il corpo mentale costituito dalla mente razionale carico di impulsi atavici, tendenze ed atteggiamenti mentali (samskara), ricordi e impressioni (vasana) e dal senso di separazione dell’io (ahamkara).
Vijnanamayakosha è il corpo costituito dall’intelletto superiore (buddhi), dalla mente discriminante intuitiva che unisce gli opposti polari della mente razionale e rende sattviche le tendenze rajasiche e tamasiche.
Anandamayakosha è il corpo di beatitudine costituito di gioia e luce che si pone al di là del tempo e dello spazio e oltre la sfera fisica e mentale. E’ il rivestimento più interno, il corpo causale da cui sono nati tutti gli altri strati.
All’interno di questi cinque strati è il Nucleo-Sé, la Pura Coscienza al di là del tempo-spazio-causalità, l’Atman (l’anima individuale) che trova identità nel Brahman (l’Assoluto).

L’individuo focalizzato più in annamayakosha vive su un piano sensoriale, grossolano, materiale, istintuale. Quello focalizzato più in manomayakosha vive su un piano mentale, razionale, analitico, pragmatico. Quello focalizzato nei veicoli superiori è più orientato verso la ricerca spirituale.

La Visione degli Stati di Coscienza

Nei 12 versi della Mandukya Upanishad Sri Sankaracharya (la massima autorità della filosofia vedica), spiega i 4 stati di coscienza.

Nello stato di veglia (primo stadio) sono presenti il soggetto, l’oggetto e il processo conoscitivo. In questo stato la mente esperisce il mondo esterno attraverso i sensi (le 19 bocche e le 7 membra). Ma la realtà esperita è duale, contraddittoria e cangiante e quello che accade è che la mente soggiogata dal desiderio si identifica con l’oggetto esterno (avidya o ignoranza come incapacità di vedere la propria vera natura).

Nello stato di sogno (secondo stadio) sono presenti il soggetto ed il processo conoscitivo mentre l’oggetto non è più fuori ma dentro a livello immaginale. In questo stato la mente scende in un mondo interiore fatto di immagini (sogno) ma questo è ancora un mondo psichico dominato dai desideri inconsci con cui la mente può ancora identificarsi (l’identificazione non è più con l’oggetto esterno ma interno).

Nello stato di sonno profondo o sonno con sogni (terzo stadio) scompare l’oggetto (esterno ed interno) e rimane solo il soggetto cosciente e la conoscenza che diventa autoconoscenza.

Nello stato di turya o sonno senza sogni (quarto stadio) scompare anche il soggetto cosciente e rimane la pura coscienza.

Questi due ultimi stati vengono spiegati con una metafora “un pupazzo di sale voleva vedere l’oceano, al primo tocco perde le gambe e al secondo e ultimo tocco, mentre si dissolve totalmente nell’oceano, dice: io sono l’oceano”.

L’uomo che vive a livello del primo stato si identifica con il mondo esterno. A livello del secondo stato non si identifica con il mondo esterno ma è dominato dall’inconscio. A livello del terzo inizia a sviluppare autoconoscenza e al quarto diventa pura coscienza.

La Visione dei Chakra

La visione dei chakra per comprendere la costituzione dell’essere umano è la visione più ricca ed esauriente che si presta più ai tempi moderni.

Secondo il Satchakra Nirupana (il testo più importante sui chakra diffuso in occidente da Arthur Avalon nel suo libro “Il Potere del serpente”) il sistema energetico umano è costituito da: i Corpi, le Nadi e i Chakra.

I Corpi sono gli strati in cui è rinchiusa l’anima.

Tre sono i principali: fisico (il corpo), causale (la mente), astrale (l’energia).

Il corpo astrale collega il corpo fisico con il corpo causale.
Lo yoga lavora sull’energia che è quindi il ponte che unisce il corpo con la mente.



Fanno parte del corpo astrale le nadi (canali energetici) e i chakra (vortici di energia).

Le Nadi (=movimento) sono i canali ove scorre l’energia (prana). Si estendono in tutto il corpo ed in alcuni casi oltre il corpo conferendo poteri di guarigione (come nel Cristo e nel Buddha…). Tutte le nadi originano dal kanda (punta del coccige) ed hanno le loro terminazioni sulle mani e sui piedi. Il loro numero è in realtà incalcolabile. La Gheranda Samhita ne menziona 350.000, l’Hatha Yoga Pradipika 72.000. 10 sono le nadi principali che corrispondono ai 10 buchi del corpo umano: narice sinistra (ida), narice destra (pingala), canale centrale (sushmna), occhio sinistro (gandhari), occhio destro (hasijihva), orecchio sinistro (pusa), orecchio destro (yasasvini), bocca (alambusa), organo sessuale (kuhus), ano (samhini).

3 le nadi più importanti:
Sushumna nadi è il canale centrale sattvico tendente all’equilibrio che va dalla punta del coccige (coda equina o kanda), fino alla sommità della testa (brahmarandhra) percorrendo tutta la spina dorsale (merudanda) e coincide anatomicamente con il midollo spinale.
Ida e Pingala nadi sono i canali laterali che dipartendo dal coccige si intersecano seguendo un percorso sinusoidale con il canale centrale dando origine ai chakra.
Ida afferisce alla narice sinistra, anatomicamente coincide con la catena nervosa prasimpatica-inibitrice, rappresenta l’energia femminile lunare, tamasica tendente all’inerzia e alla chiusura.
Pingala afferisce alla narice destra, anatomicamente coincide con la catena nervosa simpatica-stimolatrice, rappresenta l’energia maschile solare, rajasica tendente all’azione e all’espansione.

La pratica dello yoga lavora prevalentemente sulla spina dorsale canalizzando le energie polari tamasiche e rajasiche che confinano la nostra energia in un continuo oscillare tra gli opposti nel canale centrale per trasformarle in energia sattwica tendente all’armonia, equilibrio e saggezza.

 

Chakra (=ruota) anche detto Padma (=fiore di loto). Sono vortici e centraline di energia che trasformano le energie delle nadi per renderle fruibili dai 3 corpi energetici. Sono punti di contatto dei 3 corpi (corpo, mente ed energia). Sono centri fisici (collegati a parti del corpo, organi, ghiandole, apparati) e centri metafisici (collegati a tendenze, atteggiamenti interiori, stati d’animo).

 

 

 

I 7 chakra principali sono localizzati nella spina dorsale astrale (parte posteriore) e nel cervello e originano dall’intersezione delle 3 nadi principali. Tutti i chakra (tranne il primo e l’ultimo) hanno un polo positivo (atteggiamenti benefici) e negativo (atteggiamenti dannosi). Secondo gli insegnamenti di Paramahnsa Yogananda al 6° ck (ajna chakra) questi poli sono separati, formando due chakra: il polo positivo è il centro cristico o occhio spirituale (sede della supercoscienza con l’intelletto superiore) e il polo negativo è il midollo allungato (sede dell’ego con la mente dialettica).

Nei chakra sono annidati i semi karmici (le limitazioni terrene) ma anche le potenzialità dell’individuo. Lo Yoga e la Meditazione aiutano a dirigere il flusso dell’energia all’interno della spina dorsale e verso l’alto (vita spirituale) invertendo il flusso dell’energia in fuori e verso il basso (vita materiale e sensoriale). Risvegliando i chakra l’energia evolutiva kundalini dormiente in muladhara, il chakra più basso, ascende lungo sushumna fino all’occhio spirituale. Con l’illuminazione (spontanea) si apre un canale che dall’occhio spirituale si protende verso sahasrara chakra, il chakra più elevato. Lo yogi raggiunge la Mukthi, la liberazione da ogni limitazione terrena e la capacità di Realizzarsi entrando ed uscendo dai sette Lokas, mondi astrali (Bhur Loka abitato dalle entità elementari della terra; Bhuvar Loka dalle entità elementari dell’acqua; Svar Loka dalle entità elementari del fuoco; Mahar Loka dalle entità elementari dell’aria, è la dimora dei realizzati; Jana Loka dalle entità in attesa della rinascita; Tapo Loka, la dimensione mentale degli illuminati; Satya Loka, la dimora più alta, quella della verità e degli spiriti liberi come i Guru, i Maestri disincarnati, gli Avatar e le Divinità).

 

 

I Sette Chakra maggiori:

Primo Chakra - Muladhara
Secondo Chakra - Svadhistana
Terzo Chakra - Manipura
Quarto Chakra - Anahata
Quinto Chakra - Visuddhi
Sesto Chakra - Ajna
Settimo Chakra - Sahasrara.

Primo Chakra – Muladhara significa radice o sostegno (mul=radice e adhara=sostegno). Base di tutti gli altri chakra è situato nel punto d’incontro tra il kanda (da cui hanno origine tutte le nadi) e sushumna (il canale centrale) ove riposa l’energia evolutiva kundalini (il potenziale umano).
E’ rappresentato iconograficamente da un fiore di loto con 4 petali rossi (le 4 direzioni del mondo materiale, i 4 elementi), all’interno del quale si trova un quadrato giallo (che evoca la stabilità e la fermezza della terra), un triangolo “femminile” (traipura o yoni) con la punta rivolta verso il basso (verso la terra) ove risiede lo shiva lingam (il fallo di Shiva) attorno a cui è attorcigliato il serpente kundalini (la Shakti, l’energia evolutiva umana) in tre spire e mezza (le tre spire rappresentano il passato, il presente e il futuro; la mezza spira la trascendenza), sotto si trova un elefante bianco (che esprime la qualità pesante e materiale della terra) con 7 proboscidi (i 7 chakra), sopra in sanscrito il bija mantra (il mantra-seme che ne costituisce l’essenza vibrazionale) LAM, il Brahma bambino con 5 volti (che disperde la paura) e la Shakti Dakini con lancia, spada, coppa e teschio.
In stati meditativi assume la forma interiore di un quadrato giallo ed emette il suono interiore del calabrone.
Fisicamente è localizzato alla base della spina dorsale (centro coccigeo), si estende lungo le gambe e i piedi (suoi chakra minori) ed è collegato con tutte le parti solide del corpo (principalmente le ossa), alle surrenali (adrenalina e noradrenalina) e più in generale all’apparato scheletrico ed escretore. Consente l’eliminazione dei prodotti di rifiuto, la deambulazione, la sopravvivenza, il soddisfacimento dei bisogni primari, (dal mangiare, bere, dormire, respirare.. all’avere una casa, un lavoro, una famiglia, dei figli..), la sintonia con i ritmi della natura.
Si esprime in un’energia tamasica (passiva), terrena (elemento terra) e nel colore rosso (la vibrazione più bassa). Risente della forza gravitazionale che afferma il diritto fisico ad esistere e possedere. Verbi: IO SONO, IO ESISTO, IO HO. La sua vocale è la O. Il bija mantra è LAM. Il senso corrispondente è l’olfatto ed il cibo da cui riceve sostegno sono le proteine.
Disfunzioni fisiche: obesità, emorroidi, stitichezza, sciatica, artrite, anoressia, problemi alle articolazioni delle gambe, ansia, stress, paura, angoscia, panico, insonnia, conflitti con la madre, problemi economici…
In generale se equilibrato (sattva) si è radicati a terra e fermi nei propri propositi ed obiettivi. Se invece l’energia nel chakra è eccessiva (rajasica) si diventa rigidi fisicamente e mentalmente. Se carente (tamasica) si avverte un senso di pesantezza e stanchezza.
Aspetti terapeutici: vivere la natura (contemplare un sole che sorge e tramonta), musicoterapia (ritmi monotomi, suoni primitivi, suoni della natura), cromoterapia (rosso), cristalloterapia (corallo, rubino, granato, diaspro sanguigno), aromaterapia (cedro, garofano), yoga (Hatha Yoga che lavora sul corpo), visualizzazione (sedersi su un macigno e diventare pietra), affermazione mentale: “la mia mente è stabile e forte come una roccia”.
Le Siddhi (poteri) che emergono spontaneamente dal suo perfezionamento sono: la levitazione, il pieno controllo del respiro, della mente e del seme, la conoscenza del passato, presente e futuro e la beatitudine spontanea.

Secondo Chakra – Svadhisthana significa dimora del proprio sé (sva=proprio sé e adhistana=dimora). Sede delle emozioni e della creazione-procreazione.
E’ rappresentato da un loto a 6 petali di colore rosso, una luna crescente con dentro il Makara (un alligatore con la coda di pesce che simboleggia gli istinti animali), il Bija VAM, Vishnu e Rakini dall’aspetto furioso che mostra i denti.
Interiormente assume la forma di una luna crescente di colore bianco ed emette il suono del flauto.
Fisicamente è localizzato all’altezza degli organi genitali tra l’hara e l’osso sacro (centro sacrale) ed è collegato con tutte le parti liquide del corpo (organi genitali, reni, sangue..), alle gonadi (progesterone e testosterone) e più in generale all’apparato riproduttivo. Consente la procreazione, la spontaneità delle emozioni (sentimento, affetto, sensualità, sessualità), l’integrazione dell’inconscio (lato ombra), la fusione con l’altro, l’adattabilità e la flessibilità.
Si esprime in un’energia tamasica (passiva), di movimento (elemento acqua) e nel colore arancio (creativo). Risente del movimento indotto dall’attrazione degli opposti che afferma la ricerca nel piacere dei sensi. Verbo: IO SENTO. La sua vocale è la U. Il bija mantra è VAM. Il senso corrispondente è il gusto ed il cibo che lo nutre è costituito da tutti i liquidi.
Disfunzioni fisiche: problemi sessuali (impotenza, frigidità..), problemi uterini, vescicali e renali.
In generale se l’energia è sattvica si è aperti al mondo esterno attraverso i sensi, il piacere, le emozioni, la sensualità, la sessualità ed ai cambiamenti. Se l’energia è rajasica si diventa dispersivi, dipendenti, incostanti, mutevoli. Se l’energia è tamasica si è chiusi e bloccati nelle proprie emozioni e idee, ambigui, inaffidabili, negligenti.
Aspetti terapeutici: vivere la natura (chiaro di luna, acque limpide), musicoterapia (musica melodica, acqua che scorre), cromoterapia (arancione), cristalloterapia (pietra di luna, corniola), aromaterapia (sandalo, ylang-ylang), tipo di yoga (Tantra Yoga che lavora sull’interazione delle opposte energie femminile e maschili presenti in ognuno), visualizzazione (sedersi vicino una corrente di acqua), affermazione mentale: “fluisco liberamente su onde di grazie”.
Le Siddhi: il pieno controllo sull’elemento d’acqua, poteri mentali, intuizione e controllo dei sensi, la conoscenza delle entità astrali e il potere sulla morte.

Terzo Chakra – Manipura significa gemma rilucente (mani=gioiello e pura=nagar=città). Sede della personalità, è la finestra con cui ci relazioniamo agli altri portando noi stessi nel mondo esterno.
E’ simboleggiato da un loto a 10 petali azzurri con 10 dita delle mani che danno la capacità di manipolare il mondo circostante, un triangolo con il vertice rivolto verso il basso con 3 svastiche a forma di T (che indicano il fuoco), alla base un ariete che corre (animale potente ed energico associato ad Agni del fuoco), Dio Rudra e Shakti Lakini con 4 braccia che disperde la paura ed elargisce doni.
Internamente in stati meditativi assume la forma di un triangolo con il vertice in alto e rosso sulla punta ed emette il suono dell’arpa, vina.
E’ localizzato anatomicamente all’altezza dell’addome tra il plesso solare e i lombi (centro lombare) ed è collegato ai muscoli addominali e gli organi interni dell’apparato digerente (esofago, stomaco, pancreas, milza, cistifellea, fegato, intestini), al pancreas (insulina) e più in generale all’apparato digerente. Consente la digestione, l’assimilazione, l’autoaffermazione, il potere interiore, l’accettazione di sé e degli altri, la modificazione della realtà esteriore.
Si esprime in una energia rajasica (attiva), di direzione (elemento fuoco) e nel colore giallo (intelligenza). Opera attraverso la combustione (metabolismo) che genera forza di volontà e potere interiore fondamentali nello strutturarsi della personalità e del carattere. Verbo: IO POSSO. La sua vocale è la A. Il bija mantra è RAM. Il senso è la vista. Fisicamente si alimenta di amidi.
Disfunzioni fisiche: ipoglicemia, ulcere, diabete.
In generale l’energia sattvica rende forti, centrati, determinati, sicuri, controllati. L’energia rajasica porta ad essere competitivi, manipolatori, inflessibili, iperattivi, iracondi. L’energia tamasica spegne la vitalità e la volontà, si diventa depressi, timidi, vergognosi, ci si conforma all’opinione altrui, si manca di coraggio.
Aspetti terapeutici: vivere la natura (raggi dorati del sole, campo di girasoli, campo di grano), musicoterapia (ritmi forti se poca energia, ritmi calmi se tanta), cromoterapia (giallo), cristalloterapia occhio di tigre, topazio citrino), aromaterapia (lavanda, rosmarino, bergamotto), tipo di yoga (Karma Yoga che con l’azione disinteressata supera l’ego), visualizzazione (fissare la fiamma di una candela), affermazione mentale: “Cerco la purificazione con la grazia di Dio”.
Le Siddhi: la vincita sulla morte, la liberazione dalla paura del fuoco.

Quarto Chakra – Anahata significa suono che si crea dal non urto tra gli oggetti cioè dal movimento (an=non e ahata=suono). Sede dell’equilibrio interiore e dell’apertura verso gli altri, è il chakra intermedio che unisce i chakra inferiori e superiori, è il luogo ove risiede il kalpa vriksha, l’albero che esaudisce tutti i desideri.
E’ simboleggiato da un cerchio con 12 petali dove si trova una stella a sei punte, due triangoli che si intersecano (uno verso il basso che simboleggia la discesa dello spirito nel corpo e uno verso l’alto che simboleggia l’ascesa della materia verso lo spirito), al centro lo shiva lingam con triangolo rivolto verso il basso con il bija-seme YAM. Isvara e Shakti Kakini. Sotto un piccolo loto a 8 petali (anandakanda chakra) ove risiede l’albero dei desideri (kalpa vriksha) che esaudisce i desideri più profondi dell’anima.
Interiormente assume la forma di un cerchio blu o fiore di loto ed emette il suono interiore delle campane (campanelle).
E’ localizzato anatomicamente all’altezza del torace tra il cuore ed il dorso (centro dorsale), si estende lungo le braccia e le mani (suoi chakra minori) ed è collegato al cuore ed ai polmoni, al timo (citochine) e più in generale all’apparato cardiocircolatorio e respiratorio. Consente la respirazione, la circolazione, la guarigione, il perdono, l’accettazione, la comprensione, la compassione, l’amore, la devozione.
Si esprime in un’energia tamasica (ricettiva), di apertura (elemento aria) e nel colore verde o rosa (rilassante). Opera attraverso l’armonia, indotta dall’accettazione di luci e ombre dentro di sé, che consente l’abbandono del cuore, l’amore. Verbo: IO AMO. La sua vocale è la AI. Il Bija Mantra è IAM. Il suo senso è il tatto. Fisicamente si nutre di vegetali.
Disfunzioni: asma, alta pressione.
In generale l’equilibrio rende sereni, amorevoli, comprensivi, compassionevoli, empatici, pacifici, altruisti, generosi, servizievoli, guaritori. Lo squilibrio in eccesso porta ad essere gelosi, possessivi, rabbiosi, orgogliosi, critici, presuntuosi, in cerca di rassicurazione esterna. Lo squilibrio in difetto fa sentire inadeguati, rifiutati, indifferenti, freddi, fuggitivi, irresponsabili.
Aspetti terapeutici: vivere la natura (paesaggio verde, cielo rosato, fiori rosa), musicoterapia (musiche sacre e meditative), cromoterapia (verde o rosa), cristalloterapia (quarzo rosa, tormalina verde-rosa, kunzite, smeraldo), aromaterapia (essenza di rose), tipo di yoga (Bhakti Yoga che con l’amore disinteressato vede Dio in ogni cosa e unisce a lui), visualizzazione: sentire il vento o la brezza, affermazione mentale: “tutto ciò che sono, tutto ciò che desidero Io offro a te Madre divina”.
Siddhi: potere di rendersi attraenti, saggi, nobili; potere di controllare i sensi; potere di rendersi invisibile e sollevarsi da terra, potere di dare e ricevere Amore cosmico.

Quinto Chakra – Visuddha (o Visuddhi) significa purificatrice (detto anche Bharatishana= Devi del linguaggio). E’ la sede della purificazione interiore, la finestra con cui si manifestano tutti gli altri chakra.
E’ simboleggiato da un loto a 16 petali, un triangolo rivolto verso il basso (manifestazione della parola) dove è situato un cerchio bianco (luna piena) e un elefante bianco con simbolo HAM. Sadashiva (3 occhi, 5 facce,10 braccia di Shiva seduto su un loto bianco, vestito con la pelle di tigre e ghirlande di serpenti) e Shakti Gauri (consorte di Shiva).
Interiormente assume la forma di un cielo stellato ed il suono del vento tra gli alberi o dell’acqua che scorre.
E’ localizzato anatomicamente all’altezza della gola tra la gola ed il collo (centro cervicale) ed è collegato alla parte più alta dell’apparato respiratorio (polmoni, bronchi, laringe, faringe, corde vocali..), alla tiroide e paratiroide (tiroxina e calcitonina). Consente la deglutizione, la comunicazione orale tramite la parola, i gesti e i silenzi, la creatività nel quotidiano, l’ascolto interiore e il contatto con la voce interiore.
Si esprime in un’energia sattvica, nell’elemento etere-akasha (lo spazio infinito ove è contenuta la memoria universale) e nel colore blu (calmante, profondo). Opera attraverso una vibrazione simpatica che favorisce la risonanza interiore (dentro se stesso) ed esteriore (con gli altri). Verbo: IO PARLO. La sua vocale è la I. Il bija mantra è HAM. Il senso è l’udito. Fisicamente si nutre di frutta.
Disfunzioni: raffreddore, problemi alla tiroide, problemi metabolici..
In generale se c’è equilibrio si è espressivi, comunicativi, creativi, autentici, armoniosi, sinceri, pacati, pacifici. Lo squilibrio fa nascondere sotto un parlare eccessivo o formale o freddo (eccesso) o rende timidi, riservati, insicuri, balbettanti, con la voce forzata o stentata (difetto).
Aspetti terapeutici: vivere la natura (azzurro luminoso del cielo, mare, lago), musicoterapia (canto ricco di toni alti, danze e canti meditativi), cromoterapia (azzurro chiaro), cristalloterapia (acquamarina, turchese, calcedonio, lapislazzulo), aromaterapia (salvia, eucalipto), tipo di yoga (Mantra Yoga che con la recitazione di suoni si spersonalizza la mente), visualizzazione: guardare le stelle, contemplare lo spazio infinito, affermazione mentale: “espando la mia coscienza fino ad abbracciare l’Infinito”.
Siddhi: conoscenza del passato, presente e futuro; vita lunga; liberazione dalle malattie; benevolenza verso l’umanità.

Sesto Chakra – Ajna significa percepire, conoscere, comandare. Sede dell’intuizione (aspetto passivo) e del comando (aspetto attivo).
E’ simboleggiato da un loto a 2 petali (2 petali rappresentano 48 nadi che dipartono, 48 x 48, tante interpretazioni: mondo manifesto e immanifesto, ida e pingala, occhi fisici, tempo e spazio, al 6° ck è trascesa ogni dualità), intorno ad un cerchio dove si trova un triangolo dorato con la punta verso il basso contenente il lingam e il suono seme OM. Shiva sotto forma di lampi. Shakti Hakini con 6 frecce rosse e 6 braccia seduta con un loto bianco, al di sopra di lei una luna crescente, il punto bindu della manifestazione.
Interiormente assume la forma di un cerchio blu con una cornice dorata e una piccola stella luminosa al centro ed emette il suono dell’OM.
E’ localizzato anatomicamente alla radice del naso nello spazio tra le sopracciglia (anche detto trikuti, terzo occhio o occhio spirituale) ed è collegato con gli occhi, le orecchie, le cavità nasali, con la pituitaria o ipofisi che governa tutte le altre ghiandole (vaso compressori) e più in generale con il sistema nervoso ed endocrino. Il polo negativo di ajna chakra, sede dell’ego, ha sede nel midollo allungato alla base della nuca ed è collegato al midollo cerebrale. Tutto il percorso meditativo si risolve nel tragitto dal midollo allungato al terzo occhio. Il polo positivo (terzo occhio) consente la concentrazione, la consapevolezza interiore, l’illuminazione. Il polo negativo (midollo allungato), essendo invece il punto di entrata dell’energia vitale, consente invece il respiro ed il battito cardiaco.
Si esprime in un’energia tamasica (ricettiva), sovra mentale (pensiero) e nel colore indaco (spirituale, intuitivo). Verbo: IO VEDO. La sua vocale è la MMNN. Il Bija Mantra è l’OM da cui originano tutti i suoni. Opera attraverso la forza dell’intuizione che conduce alla conoscenza dell’essere. Comprende tutti i sensi, incluse le percezioni extrasensoriali e consente di sintonizzarsi con il proprio Guru interiore (per questo è definito anche Guru Chakra). Fisicamente si rafforza con il digiuno.
Disfunzioni: mal di testa, incubi, cecità.
In generale l’equilibrio rende intuitivi, saggi, consapevoli, in sintonia con Dio e con il nostro sé superiore. Lo squilibrio confina nell’egocentrismo, egoismo, razionalità (eccesso) o nella materialità e nel mondo sensoriale inteso come unico mondo comprensibile (difetto).
Aspetti terapeutici: vivere la natura (cielo notturno stellato), musicoterapia (gong), cromoterapia (indaco), cristalloterapia sodalite, lapislazzulo, zaffiro, ametista), aromaterapia (menta, gelsomino), tipo di yoga (Yantra Yoga che si serve di immagini come aiuti alla meditazione e Jnana Yoga che rivolge l’attenzione esclusivamente all’Assoluto), visualizzazione (entrare nell’occhio spirituale, nell’anello dorato, nel tunnel blu e nella stella bianco-argentea), affermazione mentale: “Sono gioioso, sono felice mi sveglio nella tua luce”.
Siddhi: tutti i poteri tra cui il potere di entrare nel corpo di un’altra persona, potere di diventare onnisciente e onniveggente.

Settimo Chakra – Sahasrara significa mille petali (sahas=mille petali). Non è un vero e proprio chakra ma un completamento di tutti gli altri, è la dimora stessa del Guru (colui che conduce dalle tenebre alla luce e che si fa carico del cammino di crescita dei suoi discepoli), qui avviene l’illuminazione con la caduta del velo di maya (illusione), l’io individuale (Atman) si fonde nell’io universale (Brahman) e diventa uno con Dio.
E’ simboleggiato da un loto dai mille petali (fiore esterno 960 petali + fiore interno 12 petali), una luna piena risplendente come in un cielo chiaro che emette i suoi raggi a profusione ed è umida e fresca come nettare, al cui interno splendente c’è un triangolo e all’interno di questo sempre splendente il grande vuoto. 1000 petali rivolti verso l’alto bianchi e brillanti.
Interiormente non assume nessuna forma e nessun suono.
E’ localizzato sulla sommità della testa (fontanella) e collegato al cervello, alla pineale o epifisi (melatonina). Se aperto consente lo sblocco di tutti i chakra precedenti, la realizzazione coscienziale, la liberazione dai vincoli e condizionamenti terreni, la manifestazione del divino nel quotidiano, la comprensione del vero senso della vita, l’essere testimoni, il superamento dell’ego e la fusione con l’identità universale.
Si esprime in un’energia sattvica (puro spirito), nella luce (conoscenza) e nel colore bianco che riunisce in sé tutti i colori. Verbo: IO CONOSCO. Opera tramite la consapevolezza interiore che realizza la Verità. La sua vocale è NG. Il bija mantra è il silenzio. Non ha sensi fisici corrispondenti essendo pura consapevolezza spirituale. Fisicamente richiede il digiuno.
Non può essere armonizzato in quanto può essere solo realizzato nella Somma Conoscenza.
Siddhi: ottenimento di tutte le siddhi, liberazione senza vincolo di reincarnazione (il jivanmukta= liberato in vita che deve solo consumare il suo karma senza doversi reincarnare).

Interrelazioni tra chakra.
Il primo chakra è correlato al sesto chakra (la concentrazione al sesto chakra fa risvegliare l’energia atavica dormiente al livello del primo chakra e fa iniziare il processo di innalzamento dell’energia insieme al risveglio della coscienza). Il secondo è correlato al quinto chakra (se è in sintonia con visuddhi dà vitalità e creatività al soggetto; se è in distonia può causare violenza, deviazioni sessuali e comportamenti irresponsabili). Il terzo è correlato al quarto chakra (abbinato alle affetti, ai desideri ed ai sentimenti del quarto chakra, manipura rende capace l’individuo di funzionare efficacemente nei rapporti interpersonali, dosando la giusta carica di autoaffermazione). Il quarto è il punto di equilibrio tra la coscienza animale (i primi tre chakra) e la coscienza superiore (gli ultimi tre) rappresentando il piano della coscienza umana.

Granthi.

Gli antichi testi parlano anche dei nodi psichici (granthi) lungo la linee dei chakra, si tratta di interruzioni neuroniche di alcuni fasci nervosi del midollo spinale che finiscono per agire autonomamente cioè indipendentemente della volontà e coscienza umana.

Esistono 3 granthi:
Brahma granthi (nodo di Brahma) si trova nei pressi di muladhara ck, corrisponde all’interruzione del fascio nervoso cha va dalla 3° alla 5° vertebra lombare, tende verso la predominanza di tamas con l’attaccamento materiale, la letargia e l’ignoranza.
Vishnu granthi (nodo di Visnu) che si trova nei pressi dell’anahata ck, corrisponde all’interruzione del fascio nervoso che va dalla 7° alla 1° vertebra cervicale, tende verso la predominanza di rajas con l’attaccamento emotivo-sentimentale, le passioni e le ambizioni.
Rudra granthi (nodo di Rudra) si trova nei pressi di ajna, corrisponde alla porzione involontaria della materia bianca dell’encefalo, tende verso le qualità armoniose del sattva anche se ancora nel conflitto tra l’io individuale e il sé universale.

Lo yoga aiuta a sciogliere questi nodi trasformando tutte le azioni fisiologiche involontarie in azioni dipendenti dalla volontà. Uno yogi è in grado di controllare il battito cardiaco, i movimenti peristaltici degli intestini, il restringimento o dilatazione delle pupille, il restringimento o dilatazione dei vasi sanguigni ...

Chakra minori e medi.

Oltre ai chakra maggiori sono collegati ad essi e ne subiscono l’influenza i chakra minori (braccia e mani del 4° chakra e gambe e piedi del 1° chakra) e i chakra medi:
Kanda chakra è collocato tra ano e genitali (1° chakra), non è un vero e proprio chakra ma un punto astrale a cui dipartono tutte le nadi.
Agni o Tejas Sikha chakra è collocato tra ano e genitali (1° chakra)
Nabhi kanda chakra è collocato tra genitali e ombelico (2° e 3° chakra)
Chandra chakra è situato a sinistra del 3° chakra, nei plessi della milza e del pancreas (3° chakra)
Surya chakra a destra dell’ombelico, nei pressi del fegato (3° chakra).
Ananda kanda chakra all’altezza de cuore (4° chakra). Qui risiede l’Istha Deavata (=spirito guida o angelo custode) e il Kalpa Vriksha (albero dei desideri).
Bindu Visarga (=caduta della goccia) o lalata o kala o talumula o miralamba chakra nella cavità posteriore della testa (sikha dei brahmini).
Manas chakra tra bindu visarga e ajna, lateralmente a sahasrara (è il punto principale dei 6 sensi: 5 sensi e percezioni extrasensoriali).
Soma chakra sopra manas chakra ,è la sede dei sentimenti puri altruistici.
Kama kala chakra sopra sahasrara è detto tribindu perché è sede delle tre divinità Brahma, Visnu e Shiva e delle loro Shakti Iccha, Inana e Kria.
Brahma Randra (=porta di Brahma) o dosandwara (=decimo cancello) sulla sommità della testa, non è un vero e proprio chakra ma è un foro da dove esce l’anima degli yogi per entrare in samadhi.

Vento d'Oriente, Centro Yoga Roma
 
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